| DOMUS AEREA |
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giovedì, maggio 11, 2006 L'identità non era equivalenza: con la loro natura, unica pur sotto duplice nome, esse non contavano né per uno, né per due. La ragione, confusa da se stessa, vedeva l'unione nella loro divisione; assorbita l'una nell'altra, distinta una dall'altra, quelle creature si erano così bene assimilate, che si chiedevano come il loro due potesse formare un così armonico assolo; così che l'amore ha ragione, mentre la ragione, che pure dovrebbe aver ragione, ha torto, dal momento che vede una così bella unione là dove dovrebbe esserci una divisione. (William Shakespeare) postato da Ciciorix |
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