|
sabato, ottobre 28, 2006

Che notte buia che c'è... povero me, povero me...
che acqua gelida qua, nessuno più mi salverà...
son caduto dalla nave son caduto
mentre a bordo c'era il ballo...
Onda su onda
il mare mi porterà
alla deriva,
in balia di una sorte bizzarra e cattiva...
onda su onda,
mi sto allontanando ormai...
la nave è una lucciola persa nel blu...
mai più mi salverò...
Sara, ti sei accorta?
Stai già danzando insieme a lui...
con gli occhi chiusi ti stringi a lui...
Sara... ma non importa...
Stupenda l'isola è... il clima è dolce intorno a me,
ci sono palme e bambù... è un luogo pieno di virtù...
steso al sole ad asciugarmi il corpo e il viso
guardo in faccia il paradiso...
Onda su onda
il mar mi ha portato qui:
ritmi, canzoni,
donne di sogno, banane, lamponi...
onda su onda,
mi sono ambientato ormai...
il naufragio mi ha dato la felicità che tu
non mi sai dar...
Sara, ti sei accorta?
Tu stai danzando insieme a lui...
con gli occhi chiusi ti stringi a lui...
Sara... ma non importa...
Onda su onda
il mar mi ha portato qui:
ritmi, canzoni,
donne di sogno, banane, lamponi...
onda su onda,
mi sono ambientato ormai...
il naufragio mi ha dato la felicità che tu
non mi sai dar...
Onda su onda...
Di Paolo Conte....Per Bruno Lauzi
lunedì, ottobre 23, 2006
Ovunque ci siano barriere architettoniche...
Ovunque ci siano architetture modaiole...
Ovunque ci sia una Roby da ascoltare...
Ovunque ci sia qualcosa da mangiare...
Ovunque ci sia un (preferibilemente una) debole da salvare...
...Lì arriverà...
SUPER PERNY

lunedì, ottobre 16, 2006
IL PANCREAS DELL’ARCHITETTO
Quanti pensieri mi si affastellano tra gli intrecci sinaptici…
Non ho abbastanza tempo e vivacità per scrivere qualcosa di sufficiente corposo dunque accontentiamoci…
L’esame di Laboratorio di progettazione II è passato col segno del 27 e dopo di esso è arrivata la tipica calma post tempesta e ora vale la pena raccogliere le fila di quel che tutto questo ha comportato.
Sono stato scosso dai miei ideali, dalle mie convinzioni, dalle mie convenzioni e dalle mie idee contorte, ed è giusto così perché è questo ciò che capita a chi segue i sogni amandoli come figli; è valsa la pena di non uccidere quest’idea tanto tortuosa e pure così bella? Ma è stata poi così tortuosa?
No, non era affatto tortuosa…Si è trattato di una chiara e bellissima immagine fondata sui contrasti storici e dalle contraddizioni che ne derivano; ho tentato di ricreare un piccolo San Lorenzo, evolvendolo ad una data non specificata di una ucronìa affascinante...Ma non avevo la giusta esperienza, non avevo i mezzi teorici per renderla sufficientemente possibile.
Il problema è che nessuno e tutti credono di sapere cosa sia veramente un architetto e a cosa serva…
A che serve l’architettura? Cos’è?
L’ingegnere è necessario e chiunque sa dire quale sia il suo ruolo, c’è anche chi pensa che esistendo l’ingegnere l’architetto non ha ragion d’essere…Eppure…
Innanzi tutto l’architettura non è un arte, così come l’architetto non è un artista; l’architetto è come il basso in alcuni brani rock anni ’70, il basso ha un suono basso, di sottofondo, quasi impercettibile a volte, però nella sua impercettibilità è fondamentale, infatti se non c’è se ne sente fortemente la mancanza, così è per l’architetto…Ma certi paragoni saranno pure belli ma sono fini a se stessi e non spiegano il senso di fondo, mentre alcuni esempi sanno essere molto esaurienti.
Io non so cosa vuol dire essere architetto, però sono sicuro che non vuol dire essere un ingegnere con più cultura, ne un tizio che esprime il suo estro al di sopra di tutti gli altri, e Mario Ridolfi non era ne l’uno ne l’altro, era molto di più.
Ridolfi progettava con la piena consapevolezza di creare spazi che avrebbero finito con il condizionare chi li abitava, perché il mestiere dell’architetto e di chi ha a che fare con le costruzioni è (volente o nolente) pericolosamente vicino a quello di Dio: come il Padreterno ha creato il nostro ambiente naturale gli architetti creano il nostro ambiente artificiale. Ma anche questa condizione è qualcosa di comune anche agli ingegneri e ai geometri, o così dovrebbe essere, perché qua cominciamo a scovarlo questo sottilissimo confine…Ma è tutta questione d’osservazioni che qui non posso riportare sapientemente, posso però dire che Ridolfi progettava tutto dell’ambiente artificiale di un uomo, partendo dal rubinetto del bidet fino al pomello del portone d’entrata, dalla ringhiera del balcone fino alla forma del pilastro.
Non è per nulla semplice saper disegnare tutto questo, e non solo per motivi puramente tecnici e pratici, o per motivi grafici e dimensionali.
Cos’altro serve? Apparentemente nulla, apparentemente tutto; abbiamo bisogno di Dio? Apparentemente no, Apparentemente si; Esiste l’esistenza? Si e no...
Tutto questo è l’insieme di dubbi che nascono una volta superata la materia, lo spazio, il ferro e il cemento, il laterizio e la malta. Potremmo fare a meno di questi dubbi eppure se questi dubbi non trovano un ordine ne sentiamo il peso irrimediabilmente.
Dio ha creato un mondo del quale tutt’ora non capiamo a fondo il senso, ma ne vediamo la sua invincibile vitalità e la sua continua trasformazione. Io sento che c’è un codice che unisce tutto ciò, un codice, non un destino, una sorta di base da cui si è sviluppato un moto bellissimo e perpetuo nella sua caoticità, e la perfezione del codice sta nel fatto che la vita trova sempre una via da percorrere, ponendo il senso della vita come un moto continuo.
Che c’entra con l’architettura?
L’Architetto deve elaborare un codice umanistico, ovvero che ponga la vita dell’uomo o dell’utente che deve servire come forma base per l’elaborazione del suo ambiente.
Non siamo Dio, perciò la perfezione ci è lontana, a Ridolfi però ci possiamo arrivare.
Quali sono gli errori che non dobbiamo commettere?
Dobbiamo evitare il culto dell’idee, e nei casi limite il culto della personalità.
Non dobbiamo costringere alla scelta nessuno, e in ogni caso dobbiamo fare delle scelte motivate ma meno vincolanti possibili.
Dobbiamo disporre uno spazio in modo tale che un armadio non intralci con le aperture, dobbiamo fare in modo che la presenza della luce sia funzionale e adatta allo spazio che immaginiamo.
Io devo fare esperienza, devo sbagliare molto, devo leggere moltissimo e devo imparare discernendo tutto questo…Ridolfi tutto questo l’ha fatto, e in parte ne ha pagato le conseguenze, in parte gli eventi a lui futuri l’hanno elevato tra i maestri dell’architettura moderna italiana, che a dispetto di quanto possano pensare tutti gli studentelli di architettura in cerca delle correnti più modaiole possibile, è una delle scuole ancora oggi più ammirate al mondo sotto qualsiasi punto di vista.

P.S.
Sono tornato al vecchio sfondo…
Si legge meglio no?
mercoledì, ottobre 11, 2006

Ed eccoci qui, nelle fauci del monte Fato...Alla fine di tutto...
mercoledì, ottobre 04, 2006
Basta...
|
|