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giovedì, agosto 31, 2006

Autoritratto (?)
sabato, agosto 26, 2006
LA CHIMERA
Avete presente quei momenti fatali nei quali il protagonista di un romanzo o di un film incontra l’anziana veggente, o il vecchietto profeta, o qualsiasi altro personaggio che ha il potere di colpire il protagonista a suon di riflessi della sua anima, per condurlo alla strada dell’illuminante comprensione di se?
Chissà se certi avvenimenti sono solo frutto delle nostre suggestioni o se hanno un fondamento, anche ancestrale, nella nostra mente latente? Saranno insomma un’immensa manica di fregnacce oppure non tutto l’inaspettato deve finire nel dimenticatoio?
A Cavalese, poco prima del corso, c’è uno studio di pittura presso il quale non mi sono mai fermato per mancanza di interesse, e per poca voglia di sostare. Oggi ci sono entrato con mamma e zia, e ho avuto modo di apprezzare i quadri del pittore in questione, un discreto stile post impressionista, ma dalle pennellate pesanti e decise, per lo più paesaggi campagnoli e montani…Adesso non ricordo neanche come si chiama…Era assente per via di un’ischemia, ma alla veneranda età di 82 anni metteva ancora la sua sensibilità al servizio dell’arte; a dirmi tutto questo è stata la sorella, che sedeva nella galleria con un libro sulla vita di Chopin chiuso davanti a se.
Una vecchina arzilla, lucida e non poco chiacchierona, ma molto simpatica, parlarci non è stata certo una sofferenza, anche perché s’è messa a giocare al mio gioco preferito a carte scoperte, e con una bravura sorprendente.
Appena sono entrato (dopo le consuetudini) ha chiesto se fossi figlio di mia zia o di mia mamma e dopo quale fosse la mia data di nascita, successivamente ha osservato il mio sguardo, la mia barba e il mio timidissimo sorriso di cortesia, con tutta tranquillità mi ha detto che sono un ragazzo timidissimo e riservato, che sono nato con due giorni d’anticipo perché vede in me un acquario piuttosto che un capricorno (e straordinariamente c’ha preso), ha anche detto che sono ipersensibile, che mi piace disegnare, che amo l’arte, che sono fedele per sempre, ma se ricevo uno sgarbo sparisco…Avrei voluto chiederle dei consigli, è raro trovare persone che decidano di punto in bianco di spalancare in due un libro e divorarlo in pochi secondi…E invece mi sono accontentato di un sorriso e di un “Sei un ragazzo meraviglioso”…Non ha neanche attaccato bottone per vendere un quadro.
La sfinge ha posto ad Edipo un indovinello enigmatico che per certi versi pone dubbi a chi assiste alla tragedia, ma né io né Euripide ci siamo mai resi conto di quanto fosse altrettanto enigmatica la verità, e di quanto a volte sia penetrante quanto il dubbio.
La verità che mi ha investito oggi mi ha fatto fare un viaggio in un futuro possibile, un futuro che mi è piaciuto tanto…Un futuro privo di alcune persone a cui non ho pensato, e ben saldo su altre…Un futuro che vorrei vivere al più presto, saltando il presente, come quando alla maturità desideravo dormire dal giorno prima della prima prova fino a dopo il test d’ingresso all’università, ma la vita non vissuta non esiste, anche se nessuno t’impedisce di fantasticare a 21 anni grazie al cielo.
Considerazioni…
Raccontare ad un bambino il signore degli anelli è una delle cose più belle che abbia mai fatto.

Pensieri al cacao
Mi piacerebbe un sacco possedere un ascensore di vetro con motore a reazione che sia in grado di portarmi da una montagna di cioccolato fondente ad un centro di smistamento noci gestito da scoiattoli a mio puro, libidinoso, istrionico, endorfinoso e fantasmagorico diletto…
Vorrei tanto essere il Willie Wonka di Tim Burton, vorrei crogiolami in confetti che non finiscono mai e in gomme da masticare che sanno di roast beef…
Ma forse vorrei essere Tim Burton: essere assurdamente felice e incredibilmente depresso in varie fasi della vita, tentando di essere un grande pesce in uno stagno chiamato oceano (se non siamo noi stessi a rendere stagni gli oceani) o un cupo eroe pipistrellosi in balia di una carta matta…Anche perché la vita non è confrontarsi col passato, mentre è il fondo della vita farlo; perché disturbare il grande Gene Wilder prendendogli le misure quando si può creare un nuovo personaggio?
Certamente non dirà:”Non è bene parlare di religione, non sai mai chi potresti offendere”, ma ci parlerà con linguaggio poetico e raro di quale bene grande sia la famiglia, e di quanto sia immensamente bello mantenere intatta la propria infantile immaginazione. È per questo che alla base di ogni remake (ma anche di ogni vita) dovrebbe sussistere un concetto di arricchimento e non di confronto.
Non v’è banalità nell’idea della famiglia, di amore, di amicizia o nel concetto stesso di idea: ”sapere che tutto è già stato fatto non è un limite all’invenzione ma una sua fondamentale premessa” (F.Purini). La banalità, che sostengo sempre essere verità, sta nel linguaggio che si usa, giacché se questo non evolve, in breve tempo ogni pensiero suonerà come un odioso stridore spesso condito di giri di parole.
I linguaggi, vanno contaminati, vanno proposti e messi in discussione, ma non vanno copiati e forse neanche citati. Lo stile si ammira ma non ci si innamora di uno stile; le idee, se espresse con un valido progetto, restano, ma il progetto, la fatica del progettista e il suo stile, finanche il progettista stesso, non sono che granelli di sabbia trascinati dal vento della vita in una metafora beffarda e intangibile: il tempo.
Spesso si parla di “ingannare il tempo” o di “ammazzarlo”, premesso che la pretesa di sopravvivere al tempo è assurda quanto necessaria, esistono solo due modi per compiere un crimine verso l’orologio: realizzare un’idea abbastanza viva da essere immortale, oppure rendere un idea tanto statica da essere inamovibilmente impressa nelle menti di tutti…O ci s’inventa UN senso del sacro o si dipinge la cappella Sistina…Però su questo l’opera d’arte perde…
I simboli perderanno sempre il confronto con il loro significato…
Cosa rimarrà?
Dio, Michelangelo o la Sistina?
Dubbi futili e fuorvianti come molti altri, molto più importante è la scelta delle parole per esprimere se stessi e ciò che si vuole esprimere.
E se l’idea uccide l’autore? Se essa lo supera per importanza obliando il suo creatore? Il Qòelet risponderebbe “Vanità delle vanità tutto è vanità”…Ma questo è un altro dubbio fuorviante.
Cosa è importante in un mondo dove è diventato davvero tutto vanità? Cosa rimane dopo la lunga ricerca passata a trovare qualcosa che non si conosce?
Arriva sempre un momento in cui anziché continuare a farci domande retoriche riusciamo a costruire una debole risposta al perché, o ai perché.
Oggi la mia è: non potrò mai essere Tim Burton, ma potrò essere Giovanni tutta la vita, e come direbbe l’Ila “è già tanto”

venerdì, agosto 11, 2006
L’imperatore parte per il Norico.
Vado a prendere un po’ d’aria di montagna cari visitatori della Domus Aerea.
Chi mi legge sa che detesto scrivere post di commiato o di saluto, a meno che non ci sia un motivo valido…Però chi mi conosce sa anche che mi piace sempre cominciare a cavolo quando scrivo per poi riprendere le fila del discorso all’ultimo…Anche stavolta non farò diversamente.
Questo non è quindi un arrivederci, ma un benvenuto a te che ti decidi a mettere piede qui una volta tanto…
Avrei preferito leggere le tue parole al vetriolo tra i commenti del post piuttosto che leggerle per mail, sarebbe bello se lasciassi una traccia qui, anche se negativa…Per me significherebbe molto.
Ma è una scelta tua che rispetto…E non temere, avrai anche le risposte al mio ritorno, il 21, ma adesso me ne vado in vacanza, perché il titolo di “Me girano” non poteva essere mai più azzeccato di così.

venerdì, agosto 04, 2006

Continua...?
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