DOMUS AEREA

mercoledì, maggio 31, 2006


Nella mia ora di libertà


Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà
se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.
È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita,
non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare.
Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità
tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.
Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio,
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
Adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual è il crimine giusto
per non passare da criminali.
Ci hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.
Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiam deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Fabrizio De Andrè
postato da Ciciorix | 23:15 | commenti

lunedì, maggio 29, 2006


Signor Tentenna


Carissimo signor Tentenna
non è facile assumersi il rischio di una scelta
e servirsi addirittura di parole proprie,
mimetizzarsi e vivere di luce riflessa
in fondo ad acque torbide
tra miseri inganni e menzogne,
complessi di inferiorità,
ingombranti manie di grandezza.

Signor Tentenna non è motivo di vergogna
il non saper centrare alcun bersaglio,
l'aver mancato l'ennesimo colpo irrimediabilmente.

E ben poco importa se tua moglie
non fa altro che piangere
ossessionata dal sentore
dei tuoi numerosi tradimenti,
ingurgita ignoti dolori
ed elevate dosi di calmanti.

E' ormai consuetudine, Signor Tentenna,
perdersi d'animo, non essere all'altezza
delle proprie ambizioni
e sgomitare per distinguersi dal branco.
L'ignoranza è un non trascurabile complesso,
una voragine, la si può occultare nel silenzio
scansando il pericolo di un mite confronto diretto.

Signor Tentenna non è motivo di vergogna
il non poter vantare alcun talento,
l'aver rincorso l'ennesimo treno inutilmente.

E ben poco importa se tua moglie
non fa altro che piangere
ossessionata dal sentore
dei tuoi numerosi tradimenti
e in fondo non ha tutti i torti
e non è affatto un caso se
amanti, amici e sogni si dileguano,
il cane sul balcone aspetta da mesi
il privilegio di una passeggiata
eppure la sera fedelmente esulta
al tuo rientro.

E ben poco importa se tua moglie
non fa altro che piangere
ossessionata dal sentore
dei tuoi numerosi tradimenti
e in fondo non ha tutti i torti
e non è affatto un caso se
amanti, amici e sogni si dileguano,
il cane sul balcone aspetta da mesi
il privilegio di una carezza
e intanto tua figlia ti chiede
perchè mai sia così misera la vita.

Di Carmen Consoli



Dai...Lasciatemi cullare
in questo niente ancora un po'...


postato da Ciciorix | 22:28 | commenti

lunedì, maggio 22, 2006

100% polietilene espanso...

postato da Ciciorix | 23:58 | commenti (4)

mercoledì, maggio 17, 2006

WHAT I FEEL…

Come mi sento?
Ascolto i miei pensieri.
Cosa sento?
Sento che sono un ipocrita.
Perché?
Perché mi sento danneggiato, ma so di danneggiare a mia volta, e pur sapendolo persevero nel mio agire.
Tratto male chi mi danneggia pensando o sperando che chi mi fa del male si accorga delle sue azioni.
Mi lascio ferire dai miei amici senza che loro capiscano che mi fanno del male…
Lascio che ignorino i problemi dei nostri rapporti…
Lascio che non mi pensino, che ignorino i miei bronci…
Non parlo.
Finché non sparisco.
Finché non sono io stesso a “congelare” i miei problemi in qualche cantuccio seminascosto della mente, tipo quei posticini in cui mettete gli oggetti che non sapete dove infilare per finire di mettere a posto la vostra stanza.
Logicamente quella cosa è “nascosta” nel cantuccio provvisoriamente, perciò prima o poi ritornerà fuori e tutti ci chiederemo nuovamente in quale posto nasconderlo, ma non ne troveremo e quell’oggetto, quel foglio, quella cosa, ma soprattutto quel problema, ci rimarrà in mano col desiderio suo e nostro di essere risolto.
I problemi desiderano morire serenamente nel sonno di una soluzione, e quando non troviamo il modo di dargli il colpo di grazia torturiamo i problemi e con essi noi stessi…Una specie di orgia masochista insomma.

Non uccidere un problema è un grave peccato, è una sorta di autolesionismo estremo che ci rende ipocriti, infatti è da ipocriti sentirsi in colpa per aver danneggiato chi si continua a danneggiare nonostante se ne abbia rimorso. Quando invece una situazione si è chiarita, anche se ti separi, anche se ti dispiace, sei tuttavia sicuro di essere libero, senti l’ultimo sospiro di sollievo fuoriuscire dalla bocca del tuo problema martoriato che chiude gli occhi in un sonno eterno…almeno così sembra.
Ma voi ci riuscite a trovare tutta quella fermezza, tutto quel coraggio che ci vuole ad andare al di sopra della coltre ingarbugliata della gentilezza (a volte falsa) che circonda alcune amicizie?
Lasciamo perdere l’assenza di sincerità e di sensibilità che si crea da ambo le parti in questi strani casi, lasciamo perdere l’origine del problema, lasciamo perdere perfino questa cinica verità: non esistono migliori amici, non esistono amicizie eterne, esistono persone con difetti e pregi che se hanno pazienza e voglia stabilisco un rapporto di reciproca fiducia e altre misteriose alchimie chiamato amicizia e lo fanno durare finché prevale una volontà comune…Andiamo direttamente a quest’ultimo

PROBLEMA:

uno si sente trascurato dai propri amici e si sente dire “sei il mio migliore amico”, “siamo i tuoi amici preferiti”. Emerge una forte contraddizione, alla quale il soggetto risponde isolandosi tentando di capire da solo la SUA posizione...Come per Napoleone e Seneca il suo esilio risulta illuminante…Si sente abbastanza sicuro delle proprie ragioni.

SOLUZIONE:







…La soluzione non c’è…
Anzi, diciamola tutta, c’è………………………………
Ma dove cazzo lo trovi il coraggio di dire la verità?
Ma davvero voi altri siete così migliori di me che riuscite a trovare ‘sto coraggio così dirompente?
Quel coraggio che distrugge i muri a Berlino, quello che sveglia le coscienze, che apre gli armadi stipati di scheletri?
Il coraggio di cambiare?

Per me ci vorrebbe il coraggio di accettare che sono cambiato, che ho aperto gli occhi alla rivoluzione che mi sta attraversando…
è per me che devo far uscire questo coraggio, per rispetto a me stesso dovrei tirare fuori il coraggio.
Maledetta paura…

...Come un passero ferito...

postato da Ciciorix | 20:37 | commenti (3)



io e il cad...

Io e il Cad...


postato da Ciciorix | 00:52 | commenti (1)

lunedì, maggio 15, 2006

Un elefante chiede ad un cammello: "Perché hai il seno sulla schiena?"


 


"Beh..."

 risponde il cammello,

" E' strano che me lo domandi
qualcuno col pisello sulla
faccia!"

 

postato da Ciciorix | 18:09 | commenti


Due che lottano...



SFOGO ROMANISTA

Avete presente quello che succede quando sollevate un bel tappeto sotto il quale avete sempre nascosto la polvere che non vi andava di spazzare?
Ecco, è la stessa cosa. Abbiamo finalmente tirato fuori un enorme ragnatela di schifezze di cui avevamo paura o vergogna di parlare, ma di cui tutti sapevamo l’esistenza.
Se sia crollata non lo so, però so che c’è un uomo a cui purtroppo rimane poco tempo da vivere, lo hanno fatto ammalare, lo stanno ammazzando con i mezzi più subdoli: prepotenze, corruzioni, accuse infondate.
Quest’uomo, che di sicuro non è ne peggiore ne migliore di altri uomini, anche perché volente o nolente anche lui faceva parte (pur essendone una vittima) della grande ragnatela, ha tentato in tutti i modi di cambiare il mondo del calcio, ha dato i suoi soldi per la sua squadra perdendoli senza alcun interesse, e su questo nessuno può dire il contrario.
Quest’uomo è stato accusato di aver corrotto gli arbitri con uno stock di rolex scontati quando era nota a tutti l’usanza di fare regali agli arbitri in periodo natalizio; quest’uomo ha regalato rolex scontati laddove altri regalavano macchine, giacche di pelle pregiate e crociere.
A quest’uomo è stata imputata la gravissima colpa di non aver pagato un conto di 7 euro in un bar di palermo laddove altri rubavano i sogni di tutti i tifosi che si aspettano lealtà e buon gioco.
Quest’uomo sta veramente male, sua figlia ha preso il suo posto tra tanti tentennamenti ed è riuscita a saldare quasi del tutto i debiti che la mia squadra del cuore aveva accumulato per colpa di alcuni dipendenti che non conoscono il valore di quella maglia rosso porpora e giallo oro…E oggi la Roma lotta per la Champions league in completa onestà laddove altri sono stati favoriti sia economicamente che sportivamente.
Io sto parlando del Presidente Franco Sensi.
Io sto parlando dei sogni che mi hanno rubato per oltre 20 anni.
Io sto parlando del fatto che essere Romanisti significa soffrire e piangere, ma significa anche essere ONESTI…
Essere della Lazio, essere della Fiorentina, essere del Milan, essere della Juventus non lo so se significa la stessa cosa…
Forse se fossi juventino non direi queste cose, però avrei potuto decidere di cambiare squadra in qualunque momento l’avessi voluto e invece ho deciso di rimanere Romanista…

 

postato da Ciciorix | 01:06 | commenti (1)

domenica, maggio 14, 2006

Quando nella stanza sarà portata la lampada accesa io andrò via. Tu forse allora ascolterai la notte e, anche se io tacerò, sentirai la mia canzone.

Rabindranath Tagore

postato da Ciciorix | 15:50 | commenti

sabato, maggio 13, 2006








CANZONE DEL MAGGIO


Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Fabrizio De Andrè

postato da Ciciorix | 11:45 | commenti (2)

giovedì, maggio 11, 2006

L'identità non era equivalenza: con la loro natura, unica pur sotto duplice nome, esse non contavano né per uno, né per due. La ragione, confusa da se stessa, vedeva l'unione nella loro divisione; assorbita l'una nell'altra, distinta una dall'altra, quelle creature si erano così bene assimilate, che si chiedevano come il loro due potesse formare un così armonico assolo; così che l'amore ha ragione, mentre la ragione, che pure dovrebbe aver ragione, ha torto, dal momento che vede una così bella unione là dove dovrebbe esserci una divisione.

(William Shakespeare)

postato da Ciciorix | 14:33 | commenti (3)

martedì, maggio 09, 2006

postato da Ciciorix | 14:44 | commenti

giovedì, maggio 04, 2006

SE TU MI DIMENTICHI

Voglio che sappia
una cosa.Tu sai com'è questo:
se guardo
la luna di cristallo, il ramo rosso
del lento autunno alla mia finestra,
se tocco
vicino al fuoco
l'impalpabile cenere
o il rugoso corpo della legna,
tutto mi conduce a te,
come se ciò che esiste,
aromi, luce, metalli,
fossero piccole navi che vanno
verso le tue isole che m'attendono.
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d'amarti a poco a poco.
Se d'improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
ché già ti avrò dimenticata.
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi alla riva
del cuore in cui affondo le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell'ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra.
Ma se ogni giorno,
ogni ora
senti che a me sei destinata
con dolcezza implacabile.
Se ogni giorno sale
alle tue labbra un fiore a cercarmi,
ahi, amor mio, ahi mia,
in me tutto quel fuoco si ripete,
in me nulla si spegne , si oblia,
il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
senza uscir dalle mie.

           (Pablo Neruda)

postato da Ciciorix | 21:07 | commenti (1)

mercoledì, maggio 03, 2006


Massì va...Sondaggiamo...


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postato da Ciciorix | 19:14 | commenti (3)


OGGI
È UNA DI QUELLE GIORNATE…

Come farà mai il sole ad alzarsi dalle collinette della Caffarella ogni mattina?
Certo, c’è sempre un sottile godimento nell’accarezzare i fili d’erba asciugandoli dalla rugiada…L’acqua ti solletica i polpastrelli e quel gesto, nella sua essenza effimera, ti rigenera col mondo, e questo piacere deve provarlo anche il sole; però il piacere più grande deve provarlo quando “sfoglia” le margherite, noi non siamo capaci di farlo perché altrimenti le romperemmo…
Beh il sole si sveglia ogni mattina e da vita a tutto quello che tocca, fa nascere la vita persino dai cadaveri e dalle cacche; quale più grande soddisfazione si può provare se non quella di svegliarsi e dare vita a tutto ciò che si tocca ogni volta che lo si fa?
Noi siamo diversi invece.
Noi potremmo provarlo questo bel piacere ogni mattina…Ma troppo spesso preferiamo donare la “non vita”.
No, non la morte, la morte è la fine della vita e sebbene doniamo in gran misura anche quella ciò che doniamo molto di più è la non-vita, la non-nascita di ogni cosa bella o anche brutta che sognamo, il che come tutte le cose possiede l’eterna doppia natura di ogni cosa imperfetta.
Oggi è una di quelle milioni di giornate in cui non ho fatto nascere la vita…
Oggi non è nata la mia coerenza.
Oggi non è nata la mia immaginazione.
Oggi non è nato il mio impegno.
Oggi non è nata la mia volontà.
Bisognerebbe creare una giornata mondiale delle cose non nate; come in tutti i lutti (anche se, non trattandosi di una morte, non saprei dire con certezza se si tratta di lutto o meno) si potrebbe celebrare un minuto, o anche un ora di silenzio; si potrebbero deporre corone di fiori in luoghi dove non è stato mai fatto nulla perché non c’è stato tempo, o voglia, o denaro, o materiale…
Oggi è una di quelle giornate in cui vorrei scappare via lontano…Lontano da quel rimorso che mi tallona, che mi conferma il fallimento del pensiero inattuato per paura e per sfiducia.
È davvero meglio non vivere affatto che vivere male? Se il mio coraggio fosse vissuto oggi sarebbe vissuto invano?
Oggi è una di quelle giornate in cui mi pongo stupide domande retoriche…
Odio essere depresso, ma ancora di più odio che gli altri lo debbano constatare perché faccio in un certo modo “pena”, per odio anche essere lascito solo perché se sono depresso è come se mi fossi perso in un labirinto. Chi si perde soffre di orgoglio, perché vorrebbe ritrovare la strada (e se stesso) da solo, perché pensa di esserne all’altezza, e detesta che gli si dica che si è perso, ma vorrebbe essere aiutato senza chiedere…Chiedere è mostrare debolezza…Eppure chi ammette la propria debolezza è spesso molto più forte di chi ostenta forza.
E allora oggi è una di quelle giornate in cui ammetto di essere un ipocrita e quindi oggi è una di quelle giornate in cui ammetto di essere molto orgoglioso…Ma forse sono forte, perché oggi è una di quelle giornate in cui getterei lo scudo per scappare come Orazio o Alceo…Perché oggi è una di quelle giornate in cui ammetto di essere terribilmente debole…
Ed ecco che sei talmente incapace che non ti puoi sfogare, perché non sapresti come.
Hai una voglia di piangere tale che ti stringe il cuore ma non ci riesci per chissà quale motivo…Aspetti….Perchè, cazzarola…Oggi è una di quelle giornate in cui vorrei un abbraccio forte che mi tirasse anche per un solo secondo.
Oggi avrei tanta voglia di sentirmi dire “ti voglio bene”...Anche solo in un respiro, o in uno sguardo…Ridarebbe senso a…
...Me.

...Parigi porta tante nubi...

 

postato da Ciciorix | 01:33 | commenti (2)

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