|
martedì, marzo 28, 2006
Γεννημένος
Non so nulla di te. Di quello che sarai, e di quello che diventerai… Però so che hai enormi potenzialità, anzi a dirla tutta sei già molto potente; scacci via dalla mia testa una sacco di brutte cose anche solo nominandoti! Tuttavia anche le piccole cose per diventare grandi hanno bisogno di qualche consiglio, e siccome io sono un gran rompipalle (te ne accorgerai da te…) voglio riservartene qualcuno già da adesso…Anche perché non è che questo posto sia granché, ma la colpa è di chi ti a preceduto, non di quel tale che già hai conosciuto… Non fidarti mai di quelli che usano i problemi come pesanti scudi, i problemi sono ostacoli da superare e non è mai positivo usarli come trincea, significa che non sei in grado di affrontare loro, ma soprattutto che non sei in grado di affrontare te stesso. Non credere a quelli che cercano vie facili, che manipolano le regole a loro piacimento, e che parlano troppo. Non credere a colo che vedono solo il male della realtà delle cose, che pensano di non farcela e che si lamentano per ogni minima cosa. Sii umile, perché il mondo lo costruiscono gli umili. Scegli quello che ti piace, e non quello che ti dicono essere bello, non seguire le mode, segui te stesso. Studia il passato, perché serve a non fare errori nel presente e ad interpretare il futuro. Non ti scordare mai lo scintillio della prima luce del sole…Almeno finché non potrai davvero vederlo più. Non esitare mai nel meravigliarti di tutto ciò che sembra scontato, anzi non smettere mai di apprezzarlo. Sii quello che devi essere, senza farti condizionare… Vabbè…Il resto te lo dico quando ci vediamo ok? A presto!
SENZA PAROLE
Ho guardato dentro una bugia e ho capito che è una malattia che alla fine non si può guarire mai e ho cercato di convincermi ... che tu non ce l'hai.
E ho guardato dentro casa tua e ho capito che era una follia avere pensato che fossi soltanto mia e ho cercato di dimenticare di non guardare.
E ho guardato la televisione e mi è venuta come l'impressione che mi stessero rubando il tempo e che tu... ... che tu mi rubi l'amore ma poi ho camminato tanto e fuori c'era un gran rumore... che non ho più pensato a tutte queste cose.
E ho guardato dentro un'emozione e ci ho visto dentro tanto amore che ho capito perché non si comanda al cuore.
E va bene così... senza parole... senza parole... E va bene così, senza parole E va bene così, senza parole
E guardando la televisione mi è venuta come l'impressione che mi stessero rubando il tempo e che tu... che tu mi rubi l'amore ma poi ho camminato tanto e fuori c'era un grande sole che non ho più pensato a tutte queste cose...
E va bene così... senza parole... senza parole... E va bene così, senza parole E va bene così, senza parole
Vasco Rossi
lunedì, marzo 27, 2006

domenica, marzo 26, 2006

Principe, ormai tutto è perduto, tutto è travolto dal vento, abbiamo perduto tutto.
Principessa, non esiste una cosa nella tua vita per la quale valga la pena perdere tutto?
...E così finisce il periodo dei bassi...

...E' vero, la vita sconfigge ogni male...
  
 Non diventerò un fumettaro... Non sarà una striscia quotidiana... Non sarò mai abbastanza bravo... Non avrò mai abbastanza pazienza...
Però è figo!
giovedì, marzo 23, 2006
SOLILOQUIO DEL SOLDATO
Stanotte si monta la guardia. Sembra tutto calmo ora che il campo di battaglia è sgombero. Sembra che a nessuno vada più d’impugnare le spade o le lance…O di affilarle in modo da trapassarti la carne da parte a parte più velocemente e profondamente possibile. Quando il tempo della pace ti permette di lasciare a terra lo scudo, la dolcezza e la serenità con cui passano le giornate non lascia spazio alla tristezza delle lame, delle picche, o degli scudi tanto grandi da occultarti la vista del cielo… In quei tempi felici è fuori posto il pensiero del tradimento, dell’ipocrisia, o della Ύβρις di cui si macchiano coloro che non respirano a pieni polmoni l’aria della pace, e a cui sfugge il concetto del bene comune. Ma è sbagliato convincersi che il bene comune sia comune a tutti, ed è ancora più sbagliato credere di possederne il giudizio. Anche chi detiene il manto della ragione oggettiva è colpevole della guerra, e la sua colpa è una negligenza di superficie, una noncuranza che per quanto minima gli è costata cara se confrontata con l’inestimabile prezzo della pace. Parlo da soldato, parlo di pace, come se questa sia un assoluto, ma per chi vede per troppo tempo gli effetti di un estremo è consueto guardare nell’altro piatto della bilancia con sentimenti non dissimili alla speranza, sia anche questo un piatto guastato dall’ipocrisia…Quale vero guerriero non desidera la pace? Chi non crede che i frutti della concordia siano più dolci degli avanzi delle lotte? Oh…Quante ferite indeboliscono il mio animo in questi brutti tempi… Quanti compagni disertano dalla mia amicizia…Quanti ho fatto disertare? E c’è chi mi giudica un macellaio sadico, chi un freddo senza cuore, chi un’impietosa pedina. Tutti prescindono dall’uomo che si cela sotto l’armatura e sotto l’elmo. Fanno un tutt’uno della mia mano con la mia spada, come se fosse nella mia natura offendere, e posso forse non comprenderli? L’uomo è soldato, ma il soldato è l’uomo, non voglio essere ciò che sono ma non posso fare a meno di esserlo. Eppure non sopporto più il mio malumore, la mia irritazione e l’angoscia d’una nuova battaglia… La mia ultima battaglia si è già svolta ormai. Io chiedo il congedo e il mio premio. Io chiedo di poter lasciare il campo a chi ama il sangue versato, giacché io me ne sono disgustato abbastanza.

martedì, marzo 21, 2006
Cantare è d'Amore
Come una finzione non del sangue ma del rosso acqua e sale e non le lacrime assaggiai. Arsure come di battaglia, di comparse fuoco e paglia ed i cuori sono cavalli scossi in noi. Amarsi è come andare in fuga è cosa ho fatto, cosa ho detto mai.. Non è la verità... che più la dici e più la dici mai. E' l'illusione mia che è vera. E che scorre fiera tra le dita della vita. Passa il suono e belle immagini di noi. Meravigliosa confusione tra i dialoghi e le pose, e ogni peso appassionato è un soffio ma non la verità, che è sempre un'altra storia ma non Lei, Lei che tra i baci miei è d'Amore. E' improvvisazione non è vento non è sole, pioggia atroce meglio è che non ci sia. Amarsi è come arrampicarsi su uno schermo di illusione e poi credere quell'edera realtà. E' le bugie, ragazza mia il naso lungo ed il gusto dell'addio. Non è la verità che più la dici e più la dici mai. E' vita che non sai sarà che come me tu, rivivrai quando l'Amore mio ti canterò. E' quando tutti i giuramenti fatti a Te saranno inganni alla vita che, stupita, sbanderà. Amarsi è prima di capire, è rimbambire la ragione in noi. Non è la verità, che più la dici e meno baci avrai... E' l ' illusione mia che è vera. E chi ama canta tra le voci della vita, l'acqua che si incontra col suo scialacquìo. Oppure meglio non cantare, muti se non è d'Amore e qualcuno deve farlo e sono io che ti canterò e come in fuga nel tuo cuore andrò Non è la verità che più la dici e più la dici mai....
(Amedeo Minghi)
martedì, marzo 14, 2006
Succede solo da MCdonald's...

mercoledì, marzo 08, 2006
τό Πάνθειον
"Volli che questo santuario di tutti gli dei rappresentasse il globo terrestre e la sfera celeste, un globo entro il quale sono racchiusi i semi del fuoco eterno, tutti contenuti nella sfera cava" (Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano)
Sul pantheon sono stati scritti milioni di libri, e io non vi aggiungerò nulla di nuovo o eclatante che qualcuno non abbia già scoperto e scritto, tuttavia voglio tentare di rendervi partecipi dell’eccitazione e della meraviglia che si può provare a cogliere il pensiero di qualcuno distante secoli e secoli. Ho fatto una cosa che volendo è da pazzi sciroccati, e non sto qui a spiegarvi il perché e il percome l’ho fatta, vi dico solo di fidarvi di me…Ebbene, se noi avessimo l’accortezza di misurare il raggio della circonferenza risultante dalla sezione di una colonna del Pantheon a Roma, potremmo ricavare la misura (approssimativa, ma molto vicina alla realtà) di ogni elemento di questo tempio. Questo raggio corrisponde a 74 centimetri (misura non molto anonima, ma dopo vi spiegherò perchè), quindi il diametro è di 1,48 m. Se moltiplicassimo questo diametro per 9 volte otterremmo l’altezza di una colonna, ma il bello deve ancora venire… Se dividiamo questa misura di 6 o 6,5 volte otteniamo una cifra che corrisponde con molta approssimazione a 0,227 o 0,246, e se li traduciamo in metri abbiamo la misura di alcuni elementi della trabeazione, come ad esempio lo spessore del gocciolatoio con gli ovuli o la lunghezza delle mensole. Se dividiamo o moltiplichiamo ulteriormente la grandezza ottenuta precedentemente otteniamo vari numeri che corrispondono sempre a misure di piccole decorazioni o elementi strutturali dominanti. E’ ovvio…Se volessimo scrivere un elenco dettagliato di ogni singola dimensione di ogni singolo elemento del Pantheon realizzeremmo un’opera imperiale come l’edificio oggetto del nostro studio, ma non è questo ciò che stupisce di questo gioiello monumentale che solo un genio come l’imperatore Publio Elio Traiano Adriano poteva pensare e realizzare (C'è chi sostiene che in realtà sia di Apollodoro di Damasco, tuttavia io "tifo" per Adriano). Il mio stupore, la mia meraviglia, il piacere assoluto che ho provato è motivato dal fatto che quei famosi 74 centimetri di cui ho scritto più sopra altro non sono che la misura di un braccio umano. Il Pantheon è prima di tutto l’opera di un uomo. E’ la casa che l’uomo ha fatto per Dio, con il suo braccio e col suo ingegno…E tutto ciò basta da solo a elevare l’esistenza umana verso Dio, come se si trattasse di un bambino che reclama a braccia aperte d’essere preso in braccio da suo padre. Ecco cosa vuol dire veramente essere architetti…

lunedì, marzo 06, 2006
I VECCHI
I vecchi sulle panchine dei giardini succhiano fili d'aria a un vento di ricordi il segno del cappello sulle teste da pulcini i vecchi mezzi ciechi i vecchi mezzi sordi...
I vecchi che si addannano alle bocce mattine lucide di festa che si può dormire gli occhiali per vederci da vicino a misurar le gocce per una malattia difficile da dire...
I vecchi tosse secca che non dormono di notte seduti in pizzo a un letto a riposare la stanchezza si mangiano i sospiri e un po' di mele cotte i vecchi senza un corpo i vecchi senza una carezza...
I vecchi un po' contadini che nel cielo sperano e temono il cielo voci bruciate dal fumo e dai grappini di un'osteria... I vecchi vecchie canaglie sempre pieni di sputi e consigli i vecchi senza più figli e questi figli che non chiamano mai...
I vecchi che portano il mangiare per i gatti e come i gatti frugano tra i rifiuti le ossa piene di rumori e smorfie e versi un po' da matti i vecchi che non sono mai cresciuti...
I vecchi anima bianca di calce in controluce occhi annacquati dalla pioggia della vita i vecchi soli come i pali della luce e dover vivere fino alla morte che fatica...
I vecchi cuori di pezza un vecchio cane e una pena al guinzaglio confusi inciampano di tenerezza e brontolando se ne vanno via... I vecchi invecchiano piano con una piccola busta della spesa quelli che tornano in chiesa lasciano fuori bestemmie e fanno pace con Dio...
I vecchi povere stelle i vecchi povere patte sbottonate guance raspose arrossate di mal di cuore e di nostalgia... I vecchi sempre tra i piedi chiusi in cucina se viene qualcuno i vecchi che non li vuole nessuno i vecchi da buttare via...
Ma i vecchi... i vecchi se avessi un'auto da caricarne tanti mi piacerebbe un giorno portarli al mare arrotolargli i pantaloni e prendermeli in braccio tutti quanti... sedia sediola... oggi si vola... e attenti a non sudare...
(Claudio Baglioni)
domenica, marzo 05, 2006
Cardiologia
Che si gioca per vincere e non si gioca per partecipare Chi è ferito e non cade, ma continua ad andare A sbattersi nel buio e a farsi vedere A sanguinare di nascosto e a pagare da bere A goccia a goccia, ma tu guarda, il mio cuore mangiato L'amore ha sempre fame, non l'avevi notato E dice sempre con disinvoltura Senza paura dice: "mai", senza paura mai.
Che si veste di bianco per scandalizzare E compra rose a dozzine E fa curvare i pianeti e fa piegare le schiene Che si gioca per vincere e chi vince è perduto Con una chiave ed un numero in mano Tutta la notte aspettare un saluto E a pensare: "ti amo"
Chi raccoglie conchiglie dopo la mareggiata E il cielo è ancora scuro, ma la notte è passata E macina la sabbia dentro i mulini a vento E che non ha mai fretta e che non ha mai tempo E poi l'amore indecente, che si lascia guardare L'amore prepotente che si deve fare E gli amori ormai passati e ancora vivi nella mente Chè dell'amore non si butta niente
Francesco De Gregori

LESSON
Quando c’è equilibrio nella tensione delle corde di un violino queste si irrobustiscono un sacco, ma se da una parte tiri più del dovuto le corde si spezzano provocando quella divertentissima gag che si vede nei cartoni animati arricciandosi… Io ho finito tutte le metafore che potevo inventare, e nessuno di coloro che avrebbero dovuto leggerle ha mai aperto questo blog. Ricomincio da capo, come sempre, nella speranza che quelle poche e sincere riflessioni che scrivo da queste parti possano servire a qualcuno per il futuro…
In qualsiasi campo di battaglia, di lavoro, di amore e di patate l’errore più grande che si possa fare è dare per scontati alcuni o tutti gli eventi che avvengono...L’errore ancora più grande è dare per scontato tutto quello che di positivo ti dedica
la vita. Non
si dovrebbe mai dare per scontata una frase come “ti amo” oppure “ti voglio bene”, perché se la senti, anche solo uno volta nella vita, significa che chi te la dice sopporta di farsi due palle così di te pur di starti accanto; probabilmente significa anche che si fare due palle ancora più grandi pur di ascoltarti, abbracciarti e sorriderti…Ma ciò che ti vuole far capire con quelle frasi è anche che ti sta chiedendo una promessa molto importante, e cioè di non deluderlo o deluderla
mai…Di
non abbandonarlo o abbandonarla, nei momenti brutti e nei momenti belli (scusa pizzetta). Ti chiede tante cose quante te ne promette, ma ti dichiara anche che ci saranno mille momenti in cui si comporterà da stronzo o da stronza, e che non potrà mantenere quelle promesse per un motivo o per un altro…E tanto altro ancora… Beh, quello che ho scritto finora è solo un cucchiaino di un fiume inesauribile… Sapete perché la normalità non esiste? Perché noi siamo fiumi inesauribili, capitano delle volte in cui la nostra acqua è inquinata e acida, altre che sembra essere la migliore del mondo…Senza essere troppo banali, lo capite da voi che abbiamo mille sfumature che ogni giorno si manifestano in modo differente…O no? Ridete quando sentite “modo normale”, “comportamento normale”, “normalità”; chi usa queste parole sente d’essere normale, crede che tutti siano o debbano essere come lui…Tuttavia ci saranno numerosissimi momenti in cui i suoi conti non torneranno e lui, che non saprà darsi pace, perderà del tutto la certezza d’essere normale…Crederà d’essere pazzo! Ma la verità è che la normalità non esiste… E’ surreale immaginarsi tanti fiumi inesauribili che si dicono tra loro “ti amo” o “ti voglio bene”; è una società senza certezze, perché nessuno sa per quanto tempo quelle belle frasi avranno senso, il più delle volte (ahimè) si rivelano semplici suoni dolci, detti per ingannare il prossimo, o perché li si da per scontati…E’ il difetto di questo sistema senza senso e senza certezze. Ho tentato molte volte di immaginarmi un sistema logico secondo il quale la vita possa avere un filo universale, ma mi sono arreso, e chissà forse l’ho fatto troppo presto, oppure la vita è davvero un insieme d’esperienze e azioni istintive nobilitate da un pizzico di falsa logica? Bah…La vita è bella. Però va lasciata libera, nessuno di noi dovrebbe permettersi di limitare le libertà altrui, ma anche i torrenti più contorti finisco con l’arrivare al mare in fondo…Quindi forse è giusto prendere la vita per come viene, nel bene e nel male…Magari con più sensibilità…Mah…

venerdì, marzo 03, 2006
"Sentendo che non dormivo ancora, è arrivata la mamma. Deve aver capito che ero inquieta, perchè ha detto: stai tranquilla, andrà tutto bene. Sono stata zitta. Cosa potevo risponderle? Quando i bambini crescono e diventano adulti, capiscono subito che quello che gli avevano detto da bambini non è vero, eppure riciclano ai loro figli l'antica bugia. E cioè che tutti vogliono consegnare ai bambini un mondo migliore, è un passaparola che dura da secoli, e il risultato è questa Terra, questa vescichetta d'odio. Perciò io, che sono una bambina in scadenza, penso: A) che i grandi non hanno più nulla da insegnarci; B) che sarebbe meglio se noi prendessimo le decisioni, e i temi scolastici contro la guerra li scrivessero loro; C) che dovrebbero smettere di fare i film dove la giustizia trionfa e farla trionfare subito all'uscita del cinema. Ebbene sì, sono polemica."
Stefano Benni "Margherita Dolcevita"
CHANGES
Ed ecco che appare la semplicità del cambiamento eracliteo… E si cambia, che apparentemente può sembrare complicato, strano o incomprensibile, ma la verità è che è solo un evento del tutto inatteso. È raro che esistano cambiamenti attesi o sospettati, se lo sono vengono negati fin nell’evidenza, fino alla radice della loro inesistente origine. Il vero cambiamento è una cosa di cui ti accorgi quando è troppo tardi, è per questo che è inevitabile; non puoi fermarlo e poiché l’unico modo per evitare i cambiamenti è non riconoscerli tali si fa finta di nulla, e sarebbe facile fare i conservatori stando soli nel mondo, ma per fortuna non siamo soli. Questo è un gioco che avverti tramite un sorriso sofferto; non è piacevole per nessuno un cambiamento, perché fondamentalmente siamo una progenie molto pigra e restia ai cambiamenti. Siamo solitari e sociali allo stesso tempo, e i nostri progressi derivano da entrambe queste nature in nome del loro involucro uomo, che essendo un incredibile deficiente finisce sempre per mettere in conflitto la sua doppia natura. Ma è tutto inutile… La borghesia si può attaccare ai retaggi ormai decadenti del neoclassicismo e dare la Gare d’Orsay agli impressionisti perché espongano i loro quadri odiosi. Piacentini può pensare di rigirarsi come vuole i giovani architetti come Libera, Ridolfi e compagnia. La scuola di Chicago può prendere per i fondelli il tenace e sfigato Sullivan e avere anche ragione. Chi non ci crede può anche fare finta che io non abbia fatto altre (altre non sostitutive) belle amicizie. Può credere che tutto vada bene e che se qualcosa non va è solo un problema mio. Può credere di sapere con certezza cosa sia la normalità. Può credere che mi faccia piacere sentire continue vanterie che se qualcuno sapesse non so come la prenderebbe. Può credere quello che cazzo gli pare e rimanerci male…Poi però se la prenda in culo se il cambiamento è avvenuto e lui non ne ha voluto far parte negandolo...
Cam biare è in questo modo la cosa più semplice del mondo.
Per oggi basta che c’ho sonno…
...Evoluzioni...
|
|