DOMUS AEREA

sabato, dicembre 31, 2005

Buon anno, Giova’!
Quando leggerai questo post il 2006 sarà già scattato, tu sarai già tornato da Genzano e ora starai smaltendo la fattanza ^^. E dato che sei il solito lavoratore (inde)fesso, hai pensato bene di sbolognare alla sottoscritta l’arduo compito di riassumere il tuo ultimo anno di esistenza.
Hai cominciato il 2005 come al solito, un po’ impigrito, un po’ meravigliosamente invischiato nel tuo guazzabuglio emotivo, di quelli che ti fanno sobbalzare così in fretta dalle stelle alle stalle e viceversa. Hai avuto paura di deludere delle persone, di fallire con l’università; hai rimescolato vecchi rapporti e forgiato nuove amicizie, ti sei affezionato e forse innamorato, hai deciso che non eri felice per poi gridare al mondo che la vita è bella, quindi hai cambiato idea di nuovo e così via. Hai elaborato nuove teorie, filosofato con me su Dio, sull’amicizia, l’amore o la bellezza, e ho v
isto il tuo modo di pensare modificarsi lentamente – forse, insieme col mio; perché il tempo, camminando, ti lascia le sue orme dentro, ed è in quei solchi che s’incastrano i pensieri nuovi.
In qualche periodo sembravi raffreddarti, magari perché ti arrivava qualche bastonata in più, qualche delusione che t’ha spinto a indossare una delle tue armature romane  – ma si vede che ci stai scomodo dentro, ché tu fai tanto l’imperatore, ma il pugnale in mano non lo vuoi tenere; c’è una parte di te che avrebbe solo voglia di buttare a mare lance e cotte di maglia, togliere il tappo dal tuo barile d’affetto e poi rovesciarlo su qualcuno – meglio ancora qualcunA.
Ogni tanto, però, capita che l’armatura t’impicci i movimenti e allora per sbaglio caschi addosso al prossimo – e oh, ottantacinque chili di imperatore spiaccicherebbero chiunque. Hai mezzo spiaccicato pure me, qualche tempo fa (ma un po’ di botte devo avertele date anch’io); e ti dirò che mi hai spiazzato, non me lo aspettavo.
Sai che ho avuto paura, per un po’. Perché sì, è vero che una parte di me mi diceva sta’ tranquilla, vedrai che poi torna; un’altra parte però faceva il conto dei giorni, e pensava che tanto tempo a tenerci il muso non l’avevamo mai passato. In un certo senso è stato utile, come sono spesso utili i litigi tra due che si vogliono bene; servono a vedere se contano più le spine o l’amicizia con la rosa, per dirla alla petit prince. A me ha fatto capire che, Giova’, io non ti mollo finché non mi cacci a pedate ;-)

Ma l’armatura è solo un rottame arrugginito che hai fregato al mercatino delle pulci, dentro resti il solito morbido Giovanni che s’imparanoia per un milione di cose (anche questo è il bello: come ci capiremmo altrimenti?) e ha paura di essere ferito come di far male, quello che si commuove quando muore il Papa e che intanto elabora teorie eretiche che se Ratzy lo sa ti brucia; quello che teme di deludere e poi s’incazza quando viene deluso, quello che ascolta e vuole essere ascoltato, che cerca affetto e manda abbracci caldi sulla pelle come se non ci fossero cinquecento chilometri nel mezzo; quello che sa ridere e filosofare, consolare e comprendere, rompere le balle ed esserci sempre, offendersi e perdonare, temere e fidarsi, pensare e sentire.

C’è un sacco di gente che crede questo di te. L’unico che non ci crede tanto, mi sa che sei tu.
Per il nuovo anno, fatti ‘sto proposito: convinciti che sei speciale.

postato da Ciciorix | 16:48 | commenti (2)

venerdì, dicembre 30, 2005

 

Una Dura Pioggia Cadrà


E dove sei stato
figlio dagli occhi azzurri
dove sei stato
dolce mio figlio?

 
Ho inciampato nel fianco
di dodici montagne nebbiose
ho camminato e strisciato
su sei strade contorte
ho camminato nel mezzo
di sette tristi foreste
sono stato davanti
a dodici oceani morti
sono stato diecimila miglia
nella bocca di un cimitero
e una dura dura
dura pioggia cadrà.

E cosa hai visto
figlio dagli occhi azzurri
cosa hai visto
dolce mio figlio?


Ho visto un neonato
e bianchi lupi lo corcondavano
ho visto una strada di diamanti
e nessuno vi camminava
ho visto un ramo nero
e il sangue ne gocciolava
ho visto una stanza piena di uomini
e i loro martelli sanguinavano
ho visto una scala bianca
tutta coperta di acqua
ho visto diecimila che parlavano
e le loro parole erano un balbettìo
ho visto fucili e spade affilate
nelle mani di bambini
e una dura dura
dura pioggia cadrà. 

E cosa hai sentito
figlio dagli occhi azzurri
cosa hai sentito
dolce mio figlio?

 
Ho sentito il fragore di un tuono
e il suo rombo era un avvertimento
ho sentito il fragore di un'onda
che potrebbere sommergere tutto il mondo
ho sentito cento tamburini
e le loro mani erano fiamme
ho sentito diecimila bisbigliare
e nessuno ascoltare
ho sentito un uomo morire di fame
ho sentito molti altri che ridevano
ho sentito la canzone di un poeta
che è morto nella strada
ho sentito il suono di un pagliaccio
che piangeva nel cortile
e una dura dura
dura pioggia cadrà.

E cosa hai incontrato
figlio dagli occhi azzurri
chi hai incontrato
dolce mio figlio?


Ho incontrato un bambino
vicino a un cavallino morto
ho incontrato un uomo bianco
che camminava con un cane nero
ho incontrato una giovane donna
il suo corpo era in fiamme
ho incontrato una bambina
mi ha dato un arcobaleno
ho incontrato un uomo
che era ferito in amore
ho incontrato un altro uomo
che era ferito in odio
e una dura dura
dura pioggia cadrà. 

E cosa farai adesso
figlio dagli occhi azzurri
cosa farai adesso
dolce mio figlio?


Tornerò là fuori
prima che la pioggia cominci a cadere
camminerò nel profondo
della più profonda nera foresta
dove molti sono gli uomini
e vuote sono le loro mani
dove pallottole di veleno
contaminano le loro acque
dove la casa nella valle
è una sporca e fredda prigione
e la faccia del boia
è sempre bene nascosta
dove la fame è brutta
dove le anime sono dimenticate
dove nero è il colore
dove zero è il numero
e lo dirò e lo ripeterò
e rifletterò dalle montagne
così che tutte le anime lo vedano
poi starò in piedi sull'oceano
fino a quando comincerò ad affondare
ma saprò la mia canzone bene
prima di cominciare a cantare
e una dura dura
dura pioggia cadrà

(Bob Dylan)

 

postato da Ciciorix | 21:46 | commenti

martedì, dicembre 27, 2005

BENTORNATA A ME, BENTORNATA A ME, BENTORNATA A ME, BENTORNATA A ME....BRAVAAAAAA.....!!!!
Mi riallaccio subito subito a Giò...

2030

Roma 28 Febbraio 2035 ore 18, archivio Nucleo Operativo Comitato Censura Audio, sequestro n 61440031, brano di contenuto sovversivo n 2354779, provenienza Milano blocco Venier, Baraccopoli smantellati, autori processati e condannati a riprogrammazione neuronica, in data 5 Agosto 2031, mix completo.


Corre l'anno 2030, e mi ritrovo che di anni quasi ne ho 60, il mio pizzetto è grigio, e di capelli sono senza e Ambra è' il primo presidente donna. Uhuu ! ! Il cielo quasi non si vede più, si esce con la maschera antigas, sull'autobus c'è la business class, e per entrare in chiesa, uhuu, ci vuole il pass. Ormai si parla solo tramite Internet, e il parlamento c'ha la sede ad Hammamet, ci si spara nella metropolitana, fra Nord e Sud c'e' la dogana, pero' tutti si veste Dolce & Gabbana. E la mia mente indietro vola, veloce fila a prima del 2000, tanti anni fa, quando si era in tempo, adesso no, e oltre contro c'erano i pro... perciò... ohh...Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noè, era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perche'. C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica. Siamo nell'anno 2030, loro controllano televisione e radio, c'è un comitato di censura audio, valutano, decidono, quello che si, quello che no, ci danno musica innocua, dopo il collaudo, ci danno San Remo, presenta ancora Baudo, con i fiori e la scenografia spettacolare, quest'anno ha vinto Bossi che e' tornato a cantare, corre l'anno 2030, l'Italia ha venduto il Colosseo alla Francia, Venezia affonda, 2030 e un giorno si e uno si scoppia una bomba, 2030 e stiamo senza aria, ma odio ce ne abbiamo in abbondanza, prima divisero Nord e Sud, poi città e città, e, pensa, adesso ognuno e' chiuso nella propria stanza, l'intolleranza danza, non c'e' speranza, oh...Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noe', era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perchè. C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica. Questo e' l'anno 2030 qui chi pensa e' in minoranza, ma non ha importanza non serve piu', uhuu, 2030 l'indifferenza e' una virtu' i cyber-nazi fanno uno show in TV, i liberatori picchiano barboni in nome di Gesu', uhuu, l'inno nazionale suona tipo marcia funebre, il sesso virtuale e' piu' salubre in quanto che c'è un virus che si prende tramite il sudore, e in 90 ore si muore, l'HIV in confronto sembra un raffreddore, é un esperimento bellico sfuggito e il risultato e' che nessuno fa l'amore. E io sono fuorilegge in quanto di questo parlo, in quanto penso a quando questo potevamo anche fermarlo adesso è tardi, per un poeta pirata che spera i bei ricordi e ha...Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noe', era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perche'. C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica. Tanta nostalgia degli anni '90, quando il mondo era l'arca e noi eravamo Noe', era difficile, ma possibile, non si sapeva dove e come, ma si sapeva ancora perche'. C'era chi aveva voglia, c'era chi stava insieme, c'era chi amava ancora nonostante il male, la musica, c'era la musica, ricordo, la musica, la musica, c'era la musica, la musica

(Articolo 31)

postato da Ciciorix | 20:13 | commenti

venerdì, dicembre 16, 2005


Sapete dov’è la bellezza dell’amicizia?

Tersicore...Erato...Demetriade...E io...

Io si…

 

postato da Ciciorix | 00:30 | commenti (3)

mercoledì, dicembre 14, 2005


2030


Pare che  fra poco meno di 25 anni un asteroide indirizzato verso la terra impatterà contro il nostro pianeta. Ad oggi gli scienziati non sanno se si brucerà nell’atmosfera come capita a praticamente tutti i serci spaziali che vorrebbero diventare un effetto speciale di Hollywood.
Metti che ci piglia in pieno…
Metti che l’umanità finisce nel 2030…
Sapete che non mi spaventa per nulla? Certo morire a 45 anni  equivarrebbe a perdersi almeno almeno metà vita, però uno non dovrebbe vederla così tragicamente. Ho 25 anni per realizzare tutto c’ho che desidero fare…Forse non basterebbero mai, o forse sono un’eternità, chissà...
Eccola qui una nostra debolezza: non sappiamo mai cosa vogliamo, non sappiamo cosa ci piace, cosa realmente ci interessa. Difendiamo la nostra ignoranza intrinseca dietro a falsissime frasi come: “…Mah…Così mi lascio più scelte…”  Ma la verità è che non sappiamo decidere, così perdiamo le ore a decidere dove andare il sabato sera, a decidere dove metterci a studiare il pomeriggio, a decidere cosa fare per cena...A decidere cosa sia giusto, e cosa sia sbagliato, dacché è ovvio che poi arriviamo a decidere, perché tempo non ne abbiamo mai, e perché chi ci sta attorno tempo non ce ne dà.
Sarebbe bello essere eterni e fare tutto per poter sapere com’è tutto…Ma gli Dei, che a detta degli antichi sono immortali ed eterni, invidiano la nostra pena…Invidiano la nostra condizione di condannati a morte.
Gli Dei non possono apprezzare la bellezza di uno sguardo come l’apprezzo io, se vogliono possono impossessarsi di quell’occhiata per sempre, io forse non lo potrò rivedere più, e tento di assaporare l’attimo in cui i nostri occhi si sono incrociati per tutto il tempo che mi rimane.
Gli antichi Dei non sanno cosa sia l’amore, perché l’amore non è eterno…L’amore nasce e muore come una fenice, ruba tempo a chi non ne ha, si evolve, regredisce…Ci fa invecchiare…Ci fa soffrire…Ci rende…Indescrivibili…Avete mai chiuso gli occhi sorridendo sentendo l’anima sollevarsi?
Questa è la cosa che più d’ogni altra ci invidiano…O meglio, che ci invidierebbero se esistessero…
C’è chi sostiene che l’amore sia presente in ognuno di noi, e che esca fuori sono quando ci fa comodo…Che sia il motore del mondo…Che sia il legante di tutti noi, perché tutti noi siamo fratelli…E’ forse la parola di Dio l’amore?
Non voglio sbilanciarmi in un dibattito teologico, non voglio pormi delle domande retoriche proprio stasera, che la domanda che mi faccio è un’altra. Mi chiedo se sia possibile innamorarsi e disamorarsi in meno di quattro mesi e mezzo. Se sia lecito considerarsi onesti con se stessi o superficialmente maschi. Se avrò un messaggio d’amore in risposta entro il 2030.


...Questo deve far male...

Vignetta a tema:"
the Perry Bible Fellowship"

 

postato da Ciciorix | 01:34 | commenti (1)

lunedì, dicembre 12, 2005


IL MUSICHIERE


Il maestro è nell’anima, e dentro all’anima per sempre resterà.

Ma sì, sarà il carattere o la malinconia...che sta dietro al carattere come una gelosia, sarà il pensiero vergine che ha la fantasia vissuta dal carattere come una frenesia.


Come ci frega l’amore, dà degli appuntamenti e poi viene quando gli pare.

Vedi caro amico cosa si deve inventare per poterci ridere sopra, per continuare a sperare.


Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore.

Voglio trovare un senso a tante cose…Anche se tante cose un senso non ce l’ha.

E voglio vivere come il giglio nei campi…Come gli uccelli del cielo campare

E voglio vivere come i gigli dei campi…E sopra i gigli dei campi volare.

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno, giuro che lo farò.


Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.

E sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso.

Bisognerebbe fermarsi in tempo…Non aver fretta ma rallentare…Bisognerebbe solo ascoltare, o ancora meglio, cambiare canale.

Se a volte mi estraneo è perchè non approvo.


Se penso e mi sento un po’ più nervoso, è solo un momento che sa di noioso.

Io non so parlar d'amore…L'emozione non ha voce



...Via via...Vieni via con me...

postato da Ciciorix | 01:03 | commenti (2)

domenica, dicembre 11, 2005

...Sfogo...

postato da Ciciorix | 20:14 | commenti

mercoledì, dicembre 07, 2005

COME MI VUOI...

Come mi vuoi...
cosa mi dai,
dove mi porti tu..?...
mi piacerai...
mi capirai...
sai come prendermi..?...
Dammi un sandwich e un po' si indecenza
e una musica turca anche lei
metti forte che riempa la stanza
d'incatesimi, spari e petardi
eh...come mi vuoi?...
...che si senta il pullman perduto
una volat lontano da qui
e l'odore di spezie che ha il buio
con noi due dentro al buio abbracciati
eh...come mi vuoi?...
...
...
Dammi un sandwich e un po' si indecenza
e una musica turca anche lei
metti forte che riempa la stanza
d'incatesimi, spari e petardi
eh...come mi vuoi?..

Paolo Conte

postato da Ciciorix | 01:15 | commenti

lunedì, dicembre 05, 2005

ER CORE DE ROMA

La mia città, nella quale sono impiantato da almeno tre generazioni, è una città diversa dalle altre.
E’ una città che vive di gentilezza, di risate, di sorrisi, di piccole gioie, di semplicità, di “gajardi”, di “bambacioni”, di “rigatoni co la pajata”, di “cacio e pepe”, di “carbonara”, ma soprattutto è una città che vive di speranze, di sofferenze, di pazienza, de vita vera…
Roma è la mamma di tutti, chiunque superi il raccordo ne riceverà l’abbraccio, e non la potrà lasciare.
Roma è anche la città dei “vaffanculo” e dei “mortacci tua e de chi nun te lo dice”, ma è mejo ‘na parolaccia ‘n faccia che pijalla ‘n culo dietro, come diciamo noi…
E’ Roma quando c’è er macellaio de Centocelle che te frega sul peso della carne, ma poi esse certo che nun te da ‘a mucca pazza perché tu padre e su padre erano amici pure si se diceveno “fijo de ‘na mignotta” l’uno all’altro.
E’ Roma quando c’è er papa tedesco e nun ce piace…Ma si nun sei romano nun t’azzardà a aprì bocca che te corco!
E’ Roma quando stai sotto la metro e uno s’alza pe offrì er posto a ‘n Senegalese che se porta er borsone de ggiochetti pe li ragazzini…Perché ai tempi di Giulio Cesare c’erano Siriani, Parti, Greci, Macedoni, Celti, Libici, Mauritani, Iberi, Numidi, e più ancora.
E’ Roma quando tifamo Roma, quando mannaro a fanculo li laziali e quanno…MOGGI! MAGARI MORI OGGI!
E’ Roma quanno ce metti er core, che a noi, che semo gente de core, ce abbasta…
E’ Roma quando sei romano, non quando parli “romano”, non quando fai radio con “campo testaccio”, non quando scrivi falsità su un giornale, non quando chiedi cinque milioni di euro, quando sai che te meriteresti 5 milioni de calci ‘n culo.
E’ Roma quando sai che tu 5 milioni di euro non li hai mai visti, e neanche 3 milioni li hai mai visti, e mai li vedrai, ma te ne freghi, perché ti basta giocarti la gola in una domenica invernale all’olimpico, ad urlare ora e sempre FORZA ROMA!
A te, che anche oggi, nonostante le tue stupende giocate, ti sei sfottuto di tutti noi che ti abbiamo voluto bene, io ti dico: non vali un cazzo.
Ti dedico una canzone, e spero che te ne ritorni a Bari vecchia, ché Roma non
la meriti.


MA ANNATEVENE TUTTI A QUER PAESE!

Me saro' chiesto
cento, mille volte
io che nun so
ne' re ne' imperatore
che ho fatto
pe' trovamme 'sta regina
ner letto, fra le braccia
in fonno ar core
e datosi che sei cosi' preziosa
stasera io te vojo di' 'na cosa...
Te c'hanno mai mandato
a quer paese ?
Sapessi quanto gente che ce sta'...
er Primo Cittadino e' amico mio
tu dije che te c'ho mannato io...
... e va.....
va avanti tu
che adesso c'ho da fa'
sarai la mia meta'
ma si nun parti
diventi n'artro po'
la mia tre quarti...
E va...e va...
nun poi sape' er piacere che me fa'
magari quarche amico te consola
cosi' tu fai la scarpa e lui te sola
io te ce manno sola
sola senza de me
Gia' che ce so'
me levo st'artro peso
co' te, che fai er capoccia
e stai piu' su
te sei allargato troppo..
senti...'a coso...
mica t'offenni se te do' der tu?
Te c'hanno mai mannato
a quer paese?
Sapessi quanta gente che ce sta'
a te te danno la medaja d'oro
e noi te ce mannamo tutti in coro.
E va... e va.....
chi va co' la corente e' 'n'baccala'
io so' salmone
e nun me frega niente
a me me piace anna'
contro corente....
E va..... e va.....
che piu' sei grosso
e piu' ce devi anna'
e t'aritroverai ner posto giusto
e prima o poi vedrai
ce provi gusto....
Ma quanno la matina
sto allo specchio
c'e' un fatto
che me butta giu' er morale
io m'aritrovo sempre
ar gabbinetto
e me ricanto sempre 'sto finale...
te c'hanno mai mannato
a quer paese
cosi' io m'encoraggio
e me consolo
cor fatto
de mannammece da solo...
E va.... e va...
che si ce devi anna',
ce devi anna'....
tanto si t'annisconni
dietro a 'n'vetro
'na mano c'hai davanti
e l'artra dietro
e va... e va.....
e' inutile che stamo a litiga'
tenemose abbracciati
stretti stretti
che tanto prima o poi
c'annamo tutti
a quer paese,
tutti a quer paese la'..
(voce):aho', e che fai?
Che nun venghi?
Sordi:Chi e', aho'...e pe' forza..
e che, nun vengo?


Alberto Sordi

 

 

postato da Ciciorix | 02:25 | commenti (1)

venerdì, dicembre 02, 2005



Capitano momenti che per quante persone ti vogliano bene ti senti ugualmente solo.
Non possono entrarti nella testa, ad abbattere il male che t'ha preso.



Ma se invece de faje 'na foto l'annava a salutà?

postato da Ciciorix | 01:28 | commenti (1)

giovedì, dicembre 01, 2005


CHE TASTIERA DI MERDA CHE HO…


Oggi.
Almeno un miliardo di post cominciano con oggi, e io detesto seguire la massa, perciò potrei essere “originale” ed esordire con “Domani...”, e invece no!
Considerato che odio anche l’essere “originale” e “stereotipato” allo stesso tempo sarò…Elitario…


Dopodomani sarà sabato 3 dicembre…E credo che sarà un sabato normalissimo, uguale a tanti altri.
Probabilmente andrò all’università per tentare di disegnare qualche conica o simili, e come al solito chiederò aiuto a te Olimpiade, che di sicuro non mi dirai di no, commossa dalla mia incapacità, gh gh! Poi beh…Ci sarà Pentesilea e la dolce Calipso , e anche D; V; e S.
Un pezzetto che va ad aggiungersi al resto della compagnia settimanale, con le altre muse e il buon Pippo.
E probabilmente sabato sera starò con l’insostituibile Barone Roscio…Forse ci sarà anche una Pizzetta abbacchiata per il suo esilio forzato dal blog (infatti si scusa con voi lettori per l’assenza, purtroppo c’ha ‘na serra de virus nel pc…).
Piaccio a tantissima gente; l’elenco sarebbe lungo, e non c’entra niente che dopodomani sarà sabato perché piaccio a tutti sempre.
So come piacere alla gente, lo so perché non devo fare nulla di speciale, sono semplicemente me stesso.
Piaccio a tutti…Eppure c’è un problema a cui non riesco neanche a dare una definizione calzante, perché ci ragiono sopra e mi chiedo quale causa debba presupporlo.
Ma…Per rimorchiare una ragazza devo davvero pormi in maniera diversa dal solito?
Non basta più essere se stessi? Non basta sentirsi stimati da tutti? Non basta tirare fuori il meglio di noi?
Il post di stanotte potrebbe terminare così senza risposta.
In fondo le domande retoriche ad effetto ci stanno bene a fine discorso (e io ne faccio un uso spropositato regolarmente), però stavolta una fine retorica equivale a sviare un problema conducendolo nel nulla, perché alle domande retoriche non risponde nessuno…Sono tutti occupati a capire quello che ho scritto prima!
Tuttavia si tratta di un discorso troppo grande per una voce sola in questo “silenzio assordante”, perciò mi sforzerò di farvi meditare.
Ho una bella pancia, peso un bel po’, e uno dei segni distintivi dell’Apocalisse sarà il giorno in cui metterò piede in palestra.
Pensate che il mio rotolo di grasso sia un impiccio perché qualcuna possa arrivare a dirmi “ti amo”?
Certo per motivi di salute per me sarebbe bene raggiungere un peso minore (…Vabbè comunque non sono Giuliano Ferrara!), e potrei anche farlo e lo farò prima o poi, ma è così insopportabile ‘sto rotolo?
E chi ha una malformazione? Chi ha un handicap fisico? E chi è diversamente abile?
Chi non può guarire, chi non può cambiare nel fisico, ma ha un cuore, una sensibilità, una profondità illimitata non ha diritto ad amare e ad essere amato anche lui?
Non voglio essere un’ipocrita, ho delle preferenze femminili particolari come tutti i maschi, e non mi faccio problemi nell’affermare di avere un debole per le belle curve, i begli occhi, le belle mani, la bella pelle e il bel sorriso, ma la bellezza fisica è effimera…Non perché sfiorisce, ma perché senza un’anima è come un sole che non scalda…E’ come un albero che rimane verde in autunno.
La bellezza è un insieme di elementi multicolore e sapore, e purtroppo non è di tutti, sebbene tutti miriamo a possederla per noi o con noi.
Ed è arrivati a questo punto che mi domando se l’amore sia davvero così bello se…Se è anche così ingiusto…O forse è così ingiusto proprio perché non è amore…
Cos’è l’amore?


P.S.

Ho concluso ancora una volta con una domanda retorica, però non potete esimervi dall’ammettere che stavolta avete avuto molto da pensare…Ebbene…

 l’IMPERATOR PONT. MAX.

DIVO DIONISO GIOVANNI II

proclama un editto su tutti

i suoi seguaci bloggher e non solo…

PONDERATE ET COMMENTATE!


P.P.S.

Naturalmente il titolo non c’entra un cavolo con lo scritto…Un po’ come faceva Magritte…

René Magritte - Gli Amanti - 1912

postato da Ciciorix | 02:26 | commenti (6)

Le sale della Domus Aerea sono state visitate *loading* volte