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mercoledì, novembre 30, 2005
“TORNA CON QUESTO SCUDO O SU QUESTO SCUDO”
Una mia amica ieri è arrivata ad una meta. Molti la definiscono tale. Una specie di tappa divisoria tra un mondo contraddittorio mai apprezzato abbastanza e un mondo sconosciuto apprezzato troppo. La mia amica ha compiuto diciotto anni, e per l’occasione ha scritto un post pieno d’aria nuova, d’emozione disillusa e speranze ridimensionate. Auguri piccola…Mi hai fatto pensare tanto, e se anche al momento sono alquanto brillo non posso certo esimermi dal comunicare per me stesso alcune conclusioni che tu già sai. Non amo crescere, perché più cresco e più conosco modi per difendermi, e più conosco modi per difedermi e più il bambino che è in me muore, così divento sempre un po’ più arido…E sogno meno, e spero meno…Alla fine cosa dovrò difendere? Un tempo la mia esistenza aveva delle difese all’esterno di essa, ora deve fare da se, e il piccolo Juanito sta diventando un guerriero, certo manca ancora molto, moltissimo ad essere sinceri, ma non esiste altra strada che questa. Per ognuno le strade sono diverse, ma il senso è sempre quello di diventare guerrieri per questo mondo che ci vuole armati (retoricamente banale…Perciò vero), mentre io invece vorrei trasformare questo senso “spartano” con qualcosa di più solidale e realista, perché io credo che il fine non sia arrivare primi, ma arrivare assieme. E invece diventerò guerriero, già combatto per la mia dignità, per non essere truffato o bastonato. Perché è così difficile fidarsi l’uno dell’altro? Perché non mi dai la possibilità di fidarmi di te? Ho tentato di frenare il soldato, ho preso i miei 18 anni come se fossero 17 o 12, ho avuto paura di riuscire, come ne ho tutt’ora, sebbene ci sia chi crede in me…La pensavo come Paolo Conte:”Sento la mia vita che sta diventando un film…Si ma l’ho già visto e non mi piace questo film”. 19 anni, sono stati il mio cambiamento, un mondo nuovo, nuove possibilità, neu corse… Ed eccomi qui, ma questo Già lo sapete…Ciò che solo Dio sa è come andrà a finire, io il massimo che posso dire è come stanno finendo ‘sti vent’anni e come tutte le cose belle (…Nel complesso…) stanno finendo controvoglia…E amaramente… Buona notte.

martedì, novembre 29, 2005
ANIMULA VAGULA BLANDULA
Quando sei arrivato ad essere l’uomo più potente ricco del mondo, quando abbassi un mignolo e una testa cade, quando lo rianzi e con esso un vallo di 117 chilometri s’innalza a 6 metri da terra... Quando sei veramente libero di essere quello che vuoi… Puoi concederti il lusso di realizzare il capriccio che hai sempre desiderato… E puoi concederti di zittire nel tartaro il Frank.O Ghary del tuo tempo… E poi probabilmente finisci col chiederti se valga davvero la pena di vivere il tuo mondo di falsi amici, falsi servi, che cercano di compiacerti, oppure se tu sia all’altezza del tuo lavoro, o più semplicemente per distenderti… E’ una vita che vorrebbero tutti meno colui che l’ha trascorsa, le cui ultime parole furono:
Animula vagula, blandula, hospes comesque corporis, quae nunc abibis in loca pallidula, rigida, nudula, nec, ut soles, dabis iocos…
Publio Elio Traiano Adriano non deve aver avuto molte cose di cui essere felice…Un imperatore non lo è mai. La differenza tra un imperatore e uno che campa con poco è molto sottile per certi aspetti, talmente sottile da essere invalicabile, eppure entrambi hanno poco di cui essere contenti…L’uno ha poco, e l’altro ha tutto; dell’uno non si preoccuperà nessuno, dell’altro si preoccuperanno tutti, e non solo perché rimanga in salute… Certo che comunque Publio Elio Adriano un sogno per se l’ha realizzato; potremmo dire che è una specie di teca con tutte le cartoline dei posti dove ha viaggiato. E’ un po’ come se io mi facessi una casa con un pezzo della torre Eiffel, un’enorme porticato come quello della Mezquita di Cordoba, un soggiorno uguale all’interno del Partenone, la cameretta privata come la Curia del Foro romano…E così via. Certo semplificare Villa Adriana è un delitto, è invece più giusto dire che si tratta di una serie di assi indipendenti tra loro, costituiti dal Pecile di Atene, dal canale Canopo di Alessandria, dalla villa repubblicana di sua moglie Sabina e da altre bellezze visitate in lungo e in largo. Poi beh, ci sono i giochi d’acqua, le grandi volte a "zucca" in malta che ancora reggono. Quello che però mi colpisce è una piccola isoletta circolare che nel ‘500 hanno chiamato “teatro marittimo” per qualche strano motivo “numachiologico”, quando invece quello era un bel luogo di pace dove il grande sovrano poteva scrivere piccoli pensieri di sfogo, leggersi qualche libello greco, ridere di qualche commedia sconcia, sonnecchiare senza il disturbo di qualche funzionario troppo zelante… Circondato da un cerchio d’acqua… Oggi siamo tutti interessati a sapere quello di quello e quello di quell’altro…O per lo meno ci fanno credere che ci interessi, pensando che ci interessa…Adriano oggi avrebbe finito col suicidarsi. Inoltre per come è messa oggi Villa Adriana e quell’isoletta in particolare, con quei ponticelli in mattone…Sembra uno stupro all’intimità di quest’uomo…Preferire che non ci fossero ponti. Preferirei che quell’isoletta fosse appena visibile. O forse preferirei stare io su quell’isoletta. Perché preferirei essere stato Adriano…

giovedì, novembre 24, 2005
THE STREET OF LOVE
You're awful bright You're awful smart I must admit You broke my heart The awful truth Is really sad I must admit I was awful bad While lovers laugh And music plays I stumble by And hide my pain Mmmm, the lamps are lit The moon is gone I think I've crossed The Rubicon
And I, I, I, I, I, I, I Walk the streets of love And they're full of tears
And I, I, I, I, I, I, I Walked the streets of love And they are full of fears
While music pumps From passing cars A couple watch me from a bar A band just played The wedding march And the corner store Mends broken hearts And a woman asks me for a dance Oooooh, it's free of charge Just one more chance OOhh, but I, I, I, I, I, I, I Walk the streets of love And they're full of tears And I, I, I, I, I, I, I Walk the streets of love For a thousand years... Oh...tell me now...Ahh...
I walk the streets of love, and they're drenched with tears, ohhh...
You had the moves You had the cards I must admit You were awful smart The awful truth Is awful sad I must admit I was awful bad
And I, I, I, I, I, I, I Walk the streets of love And they're drenched in tears
And I, I, I, I, I, I, I I walk the streets of love For a thousand years
And I, I, I, I, I, I, I Walk the streets of love And they're drenched with tears
Trad:
LE STRADE DELL'AMORE
Sei terribilmente brillante Sei terribilmente furba Devo ammetterlo Mi hai spezzato il cuore La terribile verità È davvero triste Devo ammetterlo Sono stato terribilmente male Mentre gli amanti ridono E la musica suona Io esito E nascondo il mio dolore Mmm, si accendono i lumi La luna è tramontata Penso di aver attraversato Il Rubicone
E io, io, io, io, io, io, io Cammino lungo i sentieri dell'amore Che sono pieni di lacrime
E io, io, io, io, io, io, io Cammino lungo i sentieri dell'amore Che sono pieni di lacrime
Mentre la musica risuona forte Dalle macchine che passano Una coppia mi guarda da un bar Un complesso aveva appena suonato La marcia nuziale E il negozio all'angolo Ripara cuori infranti E una donna mi chiede di ballare Oooh, è gratis È solo un'altra possibilità
E io, io, io, io, io, io, io Cammino lungo i sentieri dell'amore Che sono pieni di lacrime
E io, io, io, io, io, io, io Cammino lungo i sentieri dell'amore Che sono pieni di lacrime Per mille anni
Oh, dimmi ora Cammino lungo i sentieri dell'amore Che sono inzuppati di lacrime, ohhh
Avevi la mossa Avevi le carte Devo ammetterlo Eri terribilmente furba La terribile verità È terribilmente triste Devo ammetterlo Sono stato terribilmente male
E io, io, io, io, io, io, io Cammino lungo i sentieri dell'amore Che sono pieni di lacrime
E io, io, io, io, io, io, io Cammino lungo i sentieri dell'amore Che sono pieni di lacrime
E io, io, io, io, io, io, io Cammino lungo i sentieri dell'amore Che sono pieni di lacrime
By Rolling Stones

mercoledì, novembre 23, 2005
DIO CHE PALLE
STO BLOG!!!

SI VIS PACEM PARA BELLUM
Ultimamente mi domando fino a quanto valga la pena portare avanti un’amicizia. E’ grave, non mi sono mai fatto questo tipo di domande, farsele vuol dire essere arrivati ad un punto di non ritorno, al limite della sopportazione, al limite dell’assurdo…Per una persona normale; io che non sono normale, mi pongo sempre queste domande e non so spiegarmi perché lo faccio. Probabilmente è per tenermi allenato in caso di guerra, perché ho sempre paura della guerra e mi preparo a farla bene, cercando di testare le mie bombe “intelligenti” lasciando la possibilità di dire cosa penso e di lasciare uno spazio per le trattative di pace. Non riesco a vedere un litigio come una fase dell’amicizia, lo vedo come una fine brusca, dal quale io forse non saprei ricominciare, e ho sempre paura che la mia controparte non voglia avere a che fare con me. E’ più forte di me…Eppure è vero che per iniziare a conoscere davvero una persona ne devi saggiare le difese. Ed è così che adesso mi preparo alla guerra cominciando dalla fine di questa: se non fosse mai stato mio amico/a? Se non ci fossimo mai conosciuti? Il problema non esisterebbe, forse non avrei guadagnato niente ma non avrei perso tempo e dignità… Non sono mai il primo ad attaccare, però sono il primo a sfoderare lo spionaggio con le piccole provocazioni, è la parte peggiore di me questa, l’unico lato positivo è che se mi ritrovo davanti una persona ragionevole questa capisce, mi chiede perché faccio così e io rispondo mandando i miei diplomatici; alla fine la cosa si risolve senza schierare eserciti di insulti ed offese. Ma come ho incipittiato ultimamente mi chiedo fin quanto valga la pena portare avanti un amicizia. “Le incomprensioni sono così strane Le incomprensioni sono così strane sarebbe meglio evitarle sempre per non rischiare di aver ragione ché la ragione non sempre serve” cantava qualcuno, ma se ti trovi di fronte ad un muro di gomma, contro chi non vuole capire che sbaglia, o che non vuole vedere che a te non vanno bene alcuni suoi comportamenti con che voglia porti avanti un’amicizia? Non è ipocrisia questa? Non è compromesso? Mi devo accontentare di un amicizia ipocrita? Perché non posso dire tutto? Perché non posso fidarmi se voglio farlo? Chissà poi se è lecito guardare le illusioni di chi non accetta la realtà, chi magari crede al suo mondo in cui è re rifiutando di essere un semplice ragazzo. In fondo chi si illude non fa soffrire coloro che gli sono amici? Se io ti voglio bene perché tu ti vuoi male? Perché ti devo aiutare a studiare se tu non fai un cavolo per risollevarti da terra? Perché confondi l’amicizia con il lavoro? Perché vi fate tante paranoie su di me che mi sono sempre comportato onestamente? Che vi ho sempre detto ciò che pensavo e per questo mi avete dato del “plagiato”, dello “strano”, del “cambiato”? Ma chi me lo fa fare di essere vostro amico? Il bene che vi voglio.
Vorrei essere Capitan Harlock

Capitan Harlock ! Capitan Harlock !
Capitan Harlock !
Un pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel, ha cambiato in astronave il suo velier, Il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà, vola all'arrembaggio però un cuore grande ha.
Il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà, vola all'arrembaggio però un cuore grande ha.
Hurrà !
Capitan Harlock ! Capitan Harlock !
Fammi provare capitano un'avventura dove io son l'eroe che combatte accanto a te, fammi volare capitan senza una meta, tra i pianeti sconosciuti per rubare a chi ha di più.
Capitan Harlock !
Come un lampo il suo pugnale che lui lancia contro il mal, ma è un uomo generoso come il mar. Nel suo occhio c'è l'azzurro, nel suo braccio acciaio c'è, nero è il suo mantello, mentre il cuore bianco è.
Hurrà !
Capitan Harlock !
Capitan Harlock !
Fammi provare capitano un'avventura dove io son l'eroe che combatte accanto a te, fammi volare capitan senza una meta, tra i pianeti sconosciuti per rubare a chi ha di più.
Hurrà !
Nel suo occhio c'è l'azzurro, nel suo braccio acciaio c'è, nero è il suo mantello, mentre il cuore bianco è.
Hurrà !
Capitan Harlock ! Capitan Harlock !
Fammi provare capitano un'avventura dove io son l'eroe che combatte accanto a te, fammi volare capitan senza una meta, tra i pianeti sconosciuti per rubare a chi ha di più...
”Io... mi batto solo per quello in cui credo. Non per uno stato o un pianeta in particolare. Lotto solamente per gli ideali che ho nel cuore. Io erro lungo le rotte delle stelle... la gente mi chiama CAPITAN HARLOCK... nell'oscuro mare stellare, nello spazio infinito e senza domani, finchè ci sarà anche un unico sole che arde nel cosmo, io vivrò in libertà sotto il mio vessillo. Io vago per i confni dello spazio... la gente mi chiama CAPITAN HARLOCK... il "black jack" è issato sulla mia nave, e con questa bandiera che sventola tra le stelle, io vivo in libertà. L'universo è la mia casa... la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca, e mi invita a vivere senza catene... la mia bandiera è un simbolo di libertà."
Capitan Harlock
lunedì, novembre 21, 2005
Trovo stupido credere ai test ad personam... Trovo ancor più stupido che si creda di conoscere una persona tramite un test... E' per questo che l'ho fatto!!!
Andate qui

CONSIDERAZIONI DA BAGNO
Si dice che Euripide sia morto sbranato dai cani mentre era sulla strada di casa… Oggi sappiamo che la morte per smembramento da animale (sembra un espressione da codice civile) era riservata a coloro che si macchiavano di blasfemia contro qualsivoglia divinità, perciò non siamo in grado di stabilire con certezza se questa dello sbranamento sia una diceria dei delatori del grande tragediografo o se sia la verità. Se i Greci nobile stirpe, ci dicono che Euripide è morto dobbiamo ovviamente crederci, ma è giusto credere che Euripide fosse blasfemo? Ergo, come possiamo comportarci davanti alle mezze verità? A color che mal pensano e ancor più mal parlano? Che facciamo quando le orecchie fischiano? Che facciamo quando qualcuno parla troppo degli altri? Spettegolare è il vizio di tutti, adoriamo tutti sparlare di qualcuno per prenderlo in giro, per satireggiare aristofanicamente su come si veste o come si comporta, non c’è niente di male a farsi quattro risate in compagnia; diventa un problema quando si esagera. Dire quali sono i limiti della privasi non è mia competenza, ognuno se li stabilisce da se in base alla lunghezza della propria coda di paglia, l’importante è saperli accettare. Mia nonna mi diceva sempre una massima dantesca, a proposito di quest’argomento, che desidero condividere con voi prima di andarmi a coricare…
”Non ti curar di lor, ma guarda e passa…”
Bonne nuit…

domenica, novembre 20, 2005
Quanta gioia c'è in un bambino che prima piangeva e ora sorride per merito tuo.... Quanto amore c'è in una persona che per il sorriso di un bambino è disposta a tutto....
DE NATURA DIONISUM
Certo che è brutto quando la giornata ti passa senza che tu abbia avuto modo di darle un senso. Magari hai volontà di fare, ma non sai cosa fare, così mentre ci pensi intensamente il meglio che riesci a concludere è un vorticoso giro di pensieri che non ti porta pressoché a nulla. Fioccano le paranoie, fioccano i brevi sorrisi e i lunghi bronci; niente ha apparentemente senso, eppure tutto trova sempre un legame. L’amicizia è un ottimo legame per persone che tra di loro non ci azzeccano apparentemente nulla, eppure c’è sempre un motivo che lega il tutto, vedi magari lo stesso anno di corso, le stesse occupazioni, le stesse preoccupazioni, lo stesso spazio, la stessa distanza, la stessa squadra… Qualcosa che ci lega tutti c’è, anche laddove il contrasto sembra insanabile. Tra ciò che sta a est e ciò che sta ad ovest del mare Egeo non c’è mai azzeccato molto, poi un bel dì nacque un Dio chiamato Dioniso che amava molto divertirsi. Dioniso ama ed è amato dalle donne, adora la tragedia, adora l’amore e adora, è perciò un culture del divertimento; se esistesse davvero sarebbe il Dio del Rock probabilmente. E’ un Dio che nasce dove muore il sole, apprende dove nasce il sole, e si stanzia dove abita l’auriga del sole… E’ un Dio viaggiatore in cerca di casa, è un Dio allegro e socievole ma anche misterioso nei suoi riti, è un Dio adorato in Asia come in Grecia e a Roma, è un Dio che sorride ai contrasti traendone vita… E’ un po’ che come Dioniso sento di trarre vita da chi mi circonda in modo assolutamente eterogeneo, per contrasto, e non posso certo non ritenermi soddisfatto di ciò... E’ parecchio che mi mancava una cosetta misteriosa che sentivo solo a sprazzi, l’affetto, come si fa a vivere senza l’affetto? Boh! Ora c’è e ora c’è di nuovo anche Dioniso folle pensoso, tornato tra noi a renderci allegri insieme a Erato bello sguardo, Tersicore acuta ironia, Euterpe buon cuore, Pentesilea furbo sorriso e Olimpiade bellezza socchiusa…
Bonne nuit…

mercoledì, novembre 16, 2005
"I Guerrieri dellla Luce si riconoscono dallo sguardo. Si trovano nel mondo. Fanno parte del mondo. Molte volte sono codardi. Non sempre agiscono nella maniera giusta. I Guerrieri della Luce soffrono per stupidaggini, si preoccupano di cose meschine, si reputano incapaci di crescere. Talvolta si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo. I Guerrieri della Luce spesso si domandano cosa stanno facendo qui. Molte volte pensano che la loro vita non abbia alcun significato. Perciò sono Guerrieri della Luce. Perchè sbagliano. Perchè si interrogano. Perchè continuano a ricercare un significato e finiranno col trovarlo."
(P. Choelo "Manuale del Guerriero della Luce")
martedì, novembre 15, 2005
EMOZIONI
Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi ritrovarsi a volare e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare un sottile dispiacere E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire dove il sole va a dormire Domandarsi perche' quando cade la tristezza in fondo al cuore come la neve non fa rumore e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi e' tanto difficile morire E stringere le mani per fermare qualcosa che e' dentro me ma nella mente tua non c'e' Capire tu non puoi tu chiamale se vuoi emozioni... tu chiamale se vuoi emozioni... Uscir nella brughiera di mattina dove non si vede a un passo per ritrovar sè stesso Parlar del piu' e del meno con un pescatore per ore ed ore per non sentir che dentro qualcosa muore E ricoprir di terra una piantina verde sperando possa nascere un giorno una rosa rossa E prendere a pugni un uomo solo perche' e' stato un po' scortese sapendo che quel che brucia non son le offese E chiudere gli occhi per fermare qualcosa che e' dentro me ma nella mente tua non c'e' Capire tu non puoi tu chiamale se vuoi emozioni... tu chiamale se vuoi emozioni...
(Lucio Battisti)
SENZA TITOLO
Oggi faccio un post di sfogo...Ma sarà diverso dal solito…Non sarà pregno di autocommiserazione. Immagino che tutti prima o poi sarete stai in una galleria d’arte ad ammirare qualche quadro o qualche scultura, e immagino che tutti vi siate trovati di fronte a qualche orribile cornice di legno d’orato con tanto di targhetta con titolo e autore del quadro che vi è imprigionato…Certo, una volta che sai cos’è e di chi è un quadro perde interesse, cioè, è ovvio che rimane la sua bellezza, i suoi colori, le sue sfumature, ma in fin dei conti ogni emozione che riceviamo vedendolo risulta viziata dal titolo e anche dall’autore. E’ come se ti dicessero chi è l’assassino di Psyco a mezz’ora dalla fine del film…Anzi, è come se andassimo a cercare il finale di Psyco prima di vedere il film, ed è brutto, perché bisognerebbe riservarsi delle sorprese nella vita senza tentare di trovare una cornice per tutto. Noi siamo tutti quadri…Anzi, siamo tutti delle tele agli occhi degli altri, siamo bombardati da sguardi indagatori a cui facciamo caso e a cui non diamo peso finchè un bel giorno ci troviamo con una cornice intorno con una bella targhetta con su scritto: Giovanni P. “Ragazzo logorroico, permaloso, pigro che disegna” 1985. Il fatto è che io non mi sento solo quello che alcuni hanno deciso di scrivermi sulla targhetta…Vorrei strapparmela ‘sta targhetta, tirargliela in faccia con tutta la cornice urlandogli addosso che non sono così, ma sono loro che non riescono ad andare oltre perché magari gli piace semplificarmi. Così mi viene l’orticaria quando mi vedo ‘sta cosaccia di legno dorato intorno, ‘ste tinte barocche scure, ‘sti colori depressi…Io sono un Kandinskij, io sono un cerchione rosso scarlatto tutto pieno, un triangolo verde speranza e qualche linea marcata di blu di Prussia! Io volo sul bianco contornato dal giallo, l’arancione, il viola, il nero, il lilla, il rosso scuro, l’ocra, lo smeraldo e qualche puntina di rosa!! Io c’ho un cavaliere azzurro che m’attraversa da parte a parte!!! Io non ho titolo!!!! Ammetto di avere molti difetti, e ammetto di sembrare permaloso, ma è perché sono sensibile; sembra strano, ma se ci pensate bene sarete d’accordo con me: in fondo non sono i sensibili ad imparanoiarsi di più? A credere l’incredibile? A pensare l’impensabile? Ma se non fossi sensibile non sarei neanche simpatico, non farei ridere Pizzetta come ‘na scema, non saprei esprimere i miei pensieri scrivendo come adesso, non avrei
mai fatto Architettura
, non saprei ascoltare tutti coloro che amo, non sarei io. Il titolo non serve ad un cazzo, se non a farci stare male e a perdere la nostra identità oppure a farla perdere agli altri… E’ la superficialità il più grande pericolo in cui possiamo incorrere. E’ l’indifferenza verso il prossimo. Sono i confini prestabiliti. E’ la cornice. Ammirate il quadro, fatevene un’idea, ma non mettetegli una maledetta cornice di legno dorato… …Che tra l’altro è pure terribilmente pacchiana.
Buona notte tele...
 Giovanni P. "Senza titolo...E tantomeno ne cerco..." 1985
E dato che ci siamo...
Questa è la mia vita
Questa è la mia vita Se ho bisogno te lo dico Sono io che guido Io che vado fuori strada Sempre io che pago Non è mai successo Che pagassero per me Questa è la mia vita Se entri chiedimi il permesso Portami una gita Fammi ridere di gusto Porta la tua vita Che vediamo che succede A mescolarle un po' E ora che ci sei Dato che ci sei Fammi fare un giro Su chi non sono stato mai Dato che ci sei Come io vorrei Questa è la mia vita Sono quello che ci pensa Porta un paio d'ore Una notte bella densa Trattamela bene Che al momento è solo questa E poi.. vedremo poi Questa è la mia vita Certi giorni non si batte Certi altri meno E' così che va per tutti Certi giorni è poca Certi giorni sembra troppa E invece non lo è mai E ora che ci sei Dato che ci sei Fammi fare un giro Su chi non sono stato mai Dato che ci sei Come io vorrei Questa è la mia vita Tieniteli ti i consigli Io non l'ho capita Figurati se tu fai meglio Porta la tua vita E vediamo che succede A mescolarle un po' E ora che ci sei Dato che ci sei Fammi fare un giro Su chi non sono stato mai Dato che ci sei Come io vorrei
Luciano Ligabue
domenica, novembre 13, 2005

Essì...Ora cambieranno alcune cosette...
sabato, novembre 12, 2005

Quest'immagine per celebrare un punto di svolta nel blog...
venerdì, novembre 11, 2005
E’ PASSATA LA BUFERA…
Se il servizio assistenza del 155 di Libero non fosse una combriccola di cazzari, e io fossi stato preso anzitempo dall’ispirazione avreste letto questo post già un po’ di tempo fa, ma che volete farci? Evidentemente do fastidio anche io nella mia veste di tribuno della plebe blogghica, dissidente dal neu corse (non so se si scrive così…) mondiale e acceso rivoluzionario… Hi hi hi! Non ho ancora abbastanza seguito fra le masse per dichiararmi prigioniero politico degli eventi, perciò vi sarà facile evincere che per ora ho scritto l’ennesima sequela di minchiate che apparentemente non mira ad arrivare verso un significato concreto…Eppure c’è qualcosa che voglio comunicarvi anche oggi… Chissà se ve ne siete accorti da dietro l’altro schermo, schiacciando il tasto “uno” verso le 21:00 negli ultimi quattro giovedì… Avrete sicuramente capito che parlo di quell’ignorante d’oro di Adriano Celentano; l’odiato e discusso Celentano (tanto per usare la retorica dei giornalisti che di sicuro è molto migliore di quella di Celentano), che attacca tutti senza senso, senza criterio, senza guardare in faccia a nessuno, senza guardare nel piatto che gli viene servito...Strano che ci siano quindici milioni a guardarlo ogni giovedì, chissà cosa li attira? Cosa sarà mai ad attirare quatrto milioni di persone a vedere Celentano anziché a vedere “l’Isola dei Famosi 3” (perché sono arrivati a farne addirittura tre…)? Finora gli esperti della Rai e di Mediaset hanno sempre pensato che la chiave dello share fosse stupire il pubblico con qualche bella figona con due belle bocce, un po’ di sangue buttato lì, qualche famiglia sfasciata, qualche battuta facile (potevo anche limitarmi a scrivere “volgarità”, ma non si può perché è retorico, così ho scritto direttamente quello che vedo…), ma ora…E beh, ora le cose cambiano perché gli esperti non sanno mica capire che cosa ci sia di nuovo… Oh beh…Io non voglio certamente arrogarmi il titolo di “esperto televisivo”, però se posso formulare un’ipotesi, credo che sia assai limitativo dire che:“Celentano piace perciò molti lo seguono”; “Da Celentano c’era Benigni e molti hanno seguito”; “Celentano fa polemica e la polemica attira”; “C’erano molti ospiti famosi”; ECC…ECC…ECC… Io credo non credo che la chi guarda la televisione sia scemo, però credo che gli esperti della Rai e di Mediaset siano inspiegabilmente certi che chi guarda la televisione sia scemo, e sono sicuro che chi guarda la televisione sia ragionevolmente certo che chi fa l’esperto della Rai e di Mediaset sia completamente coglione…Io mi limito a pensare che non abbiano superato la licenza media. Io sono convinto che a nessuno piaccia vedere un vip (Vedetemi Idioti Prego!) che ingurgita un occhio di bue, che dimagrisce venti chili in due mesi o che si sputa sangue in faccia…Credo che alla GENTE ITALIANA piaccia vedere e sentire cose BELLE. Credo che ami vedere i bei colori del mondo, le belle parole di una poesia, l’eleganza della bellezza femminile (non due tette al vento…due curve, sono due cose ben diverse…), la musica, le idee degli altri sul filo della voce (non sulle urla), la libera satira (un pilastro della democrazia). Quando la gente accende la televisione è perché vuole ascoltare, si aspetta che la facciate ridere su tutto senza eccessi; si aspetta che la facciate sorridere con sincere emozioni senza falsità e forzature; alla gente fa piacere sapere che Francesco Totti è diventato padre e si dispiace che Vincenzo Montella si sia divorziato, ma non vuole avere a che fare con i litigi tra Albano Carrisi e Loredana Lecciso; desidera essere informata sugli avvenimenti mondiali tristi o felici che siano, e vuole sapere tutte le notizie senza censure, ma non ama vedere le lacrime di un lutto personale; ama la cultura, ama l’arte, ama sapere e ama che siano persone capaci a renderla edotta. Forse gli esperti lo ignorano, ma alla gente interessa di più sapere quali fossero le ultime parole di Socrate ai giudici ateniesi che le scelte di Carmen Di Pietro a proposito del suo abito di nozze. Ma forse sbaglio anche io a scrivere con tanta sicurezza cosa preferisca la gente, in fondo io mi baso solo sul successo di Celentano, l’esperto si basa sui dati auditel e sui molti sondaggi…Chi sono io per affermare quel che affermo con tanta sicurezza? Sono solo un uomo e in quanto uomo seguo la mia natura sul filo del bene e del male… Voglio solo una televisione bella, e questa non lo è.
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P.S.
Questo è il primo post che scrivo nell'auletta studio della facoltà... ...Stimolante...
ROMEO AND JULIET
A lovestruck Romeo sings a streetsus serenade Laying everybody low with the lovesong that he made Finds a convenient streetlight steps out of the shade Says something like "You and me babe how about it ?"
Juliet says "hey it's Romeo you nearly gimme a heart attack" He's underneath the window she's singing "hey la my boyfriend's back" "You shouldn't come around here singing up at people like that Anyway what you gonna do about it ?"
"Juliet the dice were loaded from the start And I bet and you exploded in my heart And I forget, I forget the movie song When you wanna realise it was just that the time was wrong Juliet ?"
Come up on differents streets they both were streets of shame Both dirty both mean yes and the dream was just the same "And I dreamed your dream for you and now your dream is real How can you look at me as if I was just another one of your deals?"
Where you can fall for chains of silver you can fall for chains of gold You can fall for pretty strangers and the promises they hold You promised me everything you promised me think and thin Now you just says oh Romeo yeah you know I used to have a scene with him
Juliet when we made love you used to cry You said "I love you like the stars above I'll love you till I die" There's a place for us you know the movie song When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet ?
I can't do the talk like they talk on TV And I can't do a love song like the way it's meant to be I can't do everything but I'd do anything for you I can't do anything except be in love with you
And all I do is miss you and the way we used to be All do is keep the beat and bad company All I do is kiss you through the bars of a rhyme Julie I'd do the stars with you any time
Juliet when we made love you used to cry You said I love you like the stars above I'll love you till I die There's a place for us you know the movie song When you gonna realise it was just that the time was wrong Juliet ?
A lovestruck Romeo sings a streetsus serenade Laying everybody low with me a lovesong that he made Finds a convenient streetlight steps out of the shade Says something like you and me babe how about it ?
Romeo E Giulietta
Un romeo pazzo d’amore canta una serenata dalla strada Lasciando tutti tristi per la canzone d’amore che ha scritto Trova la luce giusta nella strada qualche passo fuori dall’ombra dice qualcosa del tipo “tu ed io, piccola, che ne dici?” Juliet dice “oh, sei Romeo, per poco non mi fai venire un infarto” lui è sotto la finestra lei sta cantando “il mio ragazzo è tornato” Non dovresti gironzolare qui Cantando ad alta voce alle persone In questo modo Comunque che ci vuoi fare?
Juliet, i dadi sono stati truccati dall’inizio Io ho scommesso e tu sei esplosa nel mio cuore E io dimentico, dimentico la canzone del film Quando ti renderai conto che fu solo il momento ad essere sbagliato?
Arrivati da strade diverse Furono entrambe strade di vergogna entrambe sporche, entrambe meschine e il sogno era lo stesso ho sognato il tuo sogno per te e adesso il sogno è realtà Come puoi guardarmi se io sono stato solo un altro dei tuoi giochi? Quando puoi crollare per catene d’argento, puoi crollare anche per catene d’oro puoi innamorarti di un bello straniero e delle promesse che ha fatto
Mi hai promesso tutto Mi hai promesso mari e monti Adesso dici solo “ho Romeo” Sai che litigavo spesso con lui Juliet, quando facevamo l’amore tu piangevi Dicevi “ti amo come le stelle nel cielo, ti amerò fino alla morte” c’è un posto per noi conosci la canzone del film quando capirai che fu solo il momento ad essere sbagliato non posso non posso parlare come quelli che parlano in tv e non posso fare una canzone d’amore nel modo in cui dovrebbe essere
non posso fare tutto, ma farei qualsiasi cosa per te non so fare niente se non amarti
tutto ciò che faccio è sentire la tua mancanza e del modo in cui stavamo insieme
tutto ciò che faccio è tenere il ritmo e le cattive compagnie
tutto ciò che faccio è baciarti attraverso i versi di una poesia Juliet farei scintille con te ogni volta
Juliet, quando facevamo l’amore tu piangevi dicevi “ti amo come le stelle nel cielo. Ti amerò fino alla morte” C’è un posto per noi, conosci la canzone del film Quando capirai che fu solo il momento ad essere sbagliato?
Un romeo pazzo d’amore canta una serenata dalla strada Lasciando tutti tristi per la canzone d’amore che ha scritto Trova la luce giusta nella strada qualche passo fuori dall’ombra dice qualcosa del tipo “tu ed io, piccola, che ne dici?”
(Dire Straits)
lunedì, novembre 07, 2005
Il Piccolo Principe fini sulla terra, nel bel mezzo del deserto. "Dove sono gli uomini?" disse il Piccolo Principe "si é un pò soli nel deserto" "Si é soli anche con gli uomini" rispose il serpente
(Antoine de Sint-Exupèry)

Due anni che ti conosco... Due anni che mi sopporti... Due anni che mi capisci... Due anni che mi prendi in giro... Due anni che sarebbero stati vuoti senza di te... Caro il mio specchio...
Grazie di esserci 
mercoledì, novembre 02, 2005
Oggi è stata una giornata particolarmente allegra… Non credo d’aver mai detto tante cazzate in poco meno di 6 ore, e il frutto di tutto ciò è stata una frase semplice e genuina, come quelle minestre piene di sapore…
”Certo che se non ci fosse Giovanni, come faremmo a passare il tempo all’università!”
Vabbè, adesso non è che dedico tutto un post ad una singola frase! Anche se ci starebbe tutta visto che credo sia la prima volta che me la sento dire...Beh non è la prima volta che la sento dire in realtà, diciamo che spesso l’ho sentita in uno sguardo o in qualche sorriso, ad esempio, so che non lo leggerai mai, ma quando t’ho dato quella carezza L. e tu m’hai sorriso, te l’ho proprio sentito dire, e ti ringrazio d’avermelo detto; e ringrazio anche te caro Barone Roscio, per tutte le volte che m’hai abbracciato, pure se non facevo nulla per meritarmelo, perché me l’hai detto pure tu “grazie di esistere”; e tu, quella volta che ci siamo fermati da Pompi per il “solito” tiramisù, che me l’hai detto col broncio di chi si deve sfogare...Scusa se sono un po’ egoista, ma vorrei tanto che me lo dicessi ancora…E ancora…E ancora… Insomma, è bello sentirselo dire, dà senso alla nostra esistenza il vivere anche per gli altri…Magari ti rode se ti sembra che non arrivi nessun frutto, ma personalmente sono convinto (ma chi mi conosce bene sa che mi imparanoierò subito alla prima sbandata…) che il senso del coltivare un albero di pere non stia nel produrre le pere: le pere vanno e vengono, alternandosi tra periodi di magra e periodi d’abbondanza, e a volte si rischia la carestia; è ovvio che il prodotto di un pero è mutevole, e sebbene il frutto di questo possa essere considerato un fine, ciò che dà esistenza al contadino è il suo lavoro e il suo lavoro è l’albero e la sua salvaguardia, il frutto è solo un effetto. Senza filosofare troppo la morale è ama e sarai amato, perché è più bello dare carezze che ricevere “sguardi di esistenza” a profusione…E comunque le pere so bone!

martedì, novembre 01, 2005
C’è sempre un motivo…
Se rido se piango ci sarà un motivo se penso se canto mi sento più vivo se vinco se perdo rientra nel gioco ma in fondo mi basta che mi pensi un poco
Se guardo se sento è perchè ci credo se parlo e ascolto è perchè ci vedo adesso se pensi che sono appagato hai fatto un errore non ho ancora finito
Se grido più forte è per farmi sentire E poi mi conosci, non amo mentire Se cerco ancora la strada più breve Lavoro di notte, ne ho date di prove
E cammino cammino quando il sole è vicino e stringo i denti quando tu non mi senti e cerco di stare un pò più tranquillo se intorno la vita mi vuole che oscillo E cammino cammino vado incontro al domani mi sento più forte se ti tengo le mani e cerco e o m'invento, stravolgo la vita perchè tu non dica stavolta è finita.
Se penso se dico c'è sempre un motivo se a volte mi estraneo è perchè non approvo e cerco parole che diano più senso aspetta un momento adesso ci penso ecco ci sono c'è sempre un motivo a volte nascosto a volte intuitivo dipende dal caso oppure è già scritto ed ora ad esempio non so se ti aspetto...e
Cammino cammino quando il sole è vicino e stringo i denti quando tu non mi senti e cerco di stare un pò più tranquillo se intorno la vita mi vuole che oscillo E cammino cammino vado incontro al domani mi sento più forte se ti tengo le mani e cerco e o m'invento, stravolgo la vita perchè tu non dica stavolta è finita.
Se penso e mi sento un pò più nervoso è solo un momento che sa di noioso poi passa poi torna non so come dire c'è sempre un motivo...per tornare a capire
Adriano Celentano

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