DOMUS AEREA

martedì, febbraio 22, 2005



L'isola che non c'è


Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'è.

Forse questo ti sembrerà strano
ma la ragione
ti ha un po' preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un'isola che non c'è

E a pensarci, che pazzia
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà!....

Son d'accordo con voi
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri
se non c'è mai la guerra
forse è proprio l'isola
che non c'è. che non c'è

E non è un'invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te

Son d'accordo con voi
niente ladri e gendarmi
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza
né soldati né armi
forse è proprio l'isola
che non c'è.... che non c'è

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'è.

E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te

Edoardo Bennato

postato da Ciciorix | 23:45 | commenti (3)

lunedì, febbraio 21, 2005


Tempo fa in un blog lessi che "la rabbia è più forte dell'amore"...
No, non c'è niente più forte dell'amore.
Neanche l'odio, neanche l'invidia, l'ignoranza, la morte, la pigrizia, la vergogna...
Virgilio aveva ragione:
Amor vincit omnia.
Sto bene, sto di nuovo bene, e voglio rimanerci, con tutto il cuore lo voglio.

Buon tutto amici miei...

PEACE AND LOVE...


postato da Ciciorix | 23:55 | commenti (1)

 

Pessime variazioni sul tema...

Tesò nun fa la stupida stasera
Famme er favore de dimme de si.
Sceji tutte le stelle
Più brillarelle che voi
E un friccico de luna
Se vuoi, pe’ noi.

Famme sentì ch’è quasi primavera….
Che vengheno li mejo grilli pe’ fa cri cri…
Senti che ponentino
Che c'accarezza l'orecchi
Tesò damme 'na abbraccio d'amica stasera...



...E chi vuol capire capisca...

postato da Ciciorix | 01:06 | commenti (3)

sabato, febbraio 19, 2005

 

Bocca di Rosa
 
La chiamavano Bocca di rosa 
metteva l'amore, metteva l'amore 
la chiamavano Bocca di rosa 
metteva l'amore sopra ogni cosa. 

Appena scesa alla stazione 
del paesino di Sant'Ilario 
tutti s'accorsero con uno sguardo 
che non si trattava di un missionario.

C'è chi l'amore lo fa per noia 
chi se lo sceglie per professione 
Bocca di rosa nè l'uno nè l'altro 
lei lo faceva per passione.

Ma la passione spesso conduce 
a soddisfare le proprie voglie 
senza indagare se il concupito 
ha il cuore libero oppure ha moglie.

E fu cosi che da un giorno all'altro 
Bocca di rosa si tirò addosso 
l'ira funesta delle cagnette 
a cui aveva sottratto l'osso.

Ma le comari di un paesino 
non brillano certo in iniziativa 
le contromisure fino a quel punto 
si limitavano all'invettiva.

Si sa che la gente dà buoni consigli 
sentendosi come Gesù nel tempio 
si sa che la gente dà buoni consigli 
se non può più dare cattivo esempio.

Cosi una vecchia mai stata moglie 
senza mai figli, senza più voglie 
si prese la briga e di certo il gusto 
di dare a tutte il consiglio giusto.

E rivolgendosi alle cornute 
le apostrofò con parole argute: 
"il furto d'amore sarà punito", 
disse, "dall'ordine costituito".

E quelle andarono dal commissario 
e dissero, senza parafrasare: 
"quella schifosa ha già troppi clienti 
più di un consorzio alimentare".

Ed arrivarono quattro gendarmi  
con i pennacchi, con i pennacchi 
ed arrivarono quattro gendarmi  
con i pennacchi e con le armi.

Spesso gli sbirri e i Carabinieri 
al proprio dovere vengono meno 
ma non quando sono in alta uniforme 
e l'accompagnarono al primo treno.

Alla stazione c'erano tutti  
dal commissario al sagrestano 
alla stazione c'erano tutti 
con gli occhi rossi e il cappello in mano.

A salutare chi per un poco 
senza pretese, senza pretese 
a salutare chi per un poco 
portò l'amore nel paese.

C'era un cartello giallo 
con una scritta nera 
diceva: "Addio Bocca di rosa 
con te se ne parte la primavera".

Ma una notizia un po' originale 
non ha bisogno di alcun giornale 
come una freccia dall'alto scocca 
vola veloce di bocca in bocca.

E alla stazione successiva 
molta più gente di quando partiva 
chi gli manda un bacio, chi getta un fiore 
chi si prenota per due ore.

Persino il parroco che non disprezza 
tra un Miserere e un'estrema unzione 
il bene effimero della bellezza 
la vuole accanto in processione.

E con la Vergine in prima fila 
e Bocca di rosa poco lontano 
si porta a spasso per il paese 
l'amore sacro e l'amor profano.

Fabrizio De André

postato da Ciciorix | 21:18 | commenti (3)

Stasera sono stato a casa di Grace con tutti i miei amichetti...
Abbiamo visto un bellissimo ed esilarante cartone animato, me so piegato in due dalle risate!
"Le follie dell'imperatore" è letteralmente mitico!!!
Andatevelo a vedere pure voi e vi si slogheranno le mascelle!
Una battuta dietro l'altra, gag, intelligenza, originalità e persino dolcezza.
Direi che rappresenta qualcosa di diverso dai soliti filmetti Disney che cominciano ormai ad essere molto (troppo) simili tra loro...




E poi...Poi Grace mi ha salutato con quattro baci...

Uno per dimenticare le brutte cose....

Uno per ricordare le belle cose...

Uno per dirmi che mi vuole bene...

E uno perchè...Uno perchè si!



postato da Ciciorix | 01:38 | commenti (4)

venerdì, febbraio 18, 2005

A brutti bastardi!!! Ma che avete smesso de commentà???

FORZA, VOGLIO DEI COMMENTI!!!!


postato da Ciciorix | 18:38 | commenti (12)

giovedì, febbraio 17, 2005

Piccole Paranoie d'un ragazzo qualsiasi

Pregherò


Pregherò
per te
che hai la notte nel cuor
e se tu lo vorrai crederai.
Io lo so
perché
tu la fede non hai,
ma se tu lo vorrai crederai.
Non devi odiare il sole
perché
tu non puoi vederlo ma c'é
ora splende
su di noi, su di noi.
Dal castello
del silenzio
egli vede anche te,
e già sento
che anche tu lo vedrai.
E chissà se lo vedrai
solo con gli occhi miei
ed il mondo la sua luce riavrà.
Io t'amo, t'amo, t'amo
questo é il primo segno
che da la tua fede
nel Signor, nel Signor.

Adriano Celentano



Hello blogghers...

Oggi ho rimesso piede a Valle Giulia dopo aver fatto il terribilissimo esonero di sua orrificità Sergio Camiz...
Bah, che losco figuro, strano e apparentemente senza cuore, eppure oggi il dubbio me l'ha fatto venire sto barbone; pare che abbia alzato i voti a tutti, io stesso, che pensavo di non essere riuscito a farcela per nulla, sono rimasto basito al rendermi conto che mi ha elargito la possibilità di rifare la seconda parte dell'esonero (esso constava di tre parti infatti...) e così riuscire a passare sto fottutissimo esame.
C'è da esserne felici anche se di felicità ce n'è ben poca in me.
Tutti coloro che mi leggono a questo punto diranno: "Ma possibile che non è mai felice 'sto ragazzo? Ma s'andassa a fa 'na canna!"...
Chissà, forse una canna ci vorrebbe ma io non ne fumerò più...Daltronde ci sono sempre le sbronze!
Comunque, giacchè qualcuno ha avuto la pazienza di sopportarmi fino ad ora mi sfogo in santa pace!
Ma porcaccia la miseria miseriosa!
Ho un futuro davanti a me che non si prospetta dei migliori...Non è tanto l'insicurezza che mi contraddistingue da sempre, quanto più la consapevolezza che sto per fare cose che non ho mai fatto. Avrò due esami...Esami universitari, perchè porcaccia la miseria ladra, io sto all'UNIVERSITA' e ad essere sinceri me ne rendo conto solo ora!
E più andrò avanti più sarà peggio! Più si va avanti e più è dura!
La cosa è senza dubbio esaltante e ora, non so perchè mi fa sorridere...In ogni caso c'è da stare all'erta se non si vuole cadere nell'oblio.
E poi, beh, e poi...Ma secondo voi, può un essere ignobilmente figlio di papà, brufolosamente forforico, ansiolitico peggio di me (E CE NE VUOLE!!), mettersi insieme ad una ragazza svelta, con la battuna pronta, spregiudicata e euforica?
Dio li fa e poi li accoppia...Per di più è anche capace di vantarsi 'sto coglione! che s'è rimorchiato sta rulotte...Ma beato a lui!
Sarò uno dei pochi, ma ho sempre odiato le vanterie maschili.
Beh...Mettete assieme tante preoccupazioni di questo tipo...Metteteci la mia tendenza a creare paranoie dal nulla...Metteteci un giorno di nervosismo accumulato e avrete per le mani un bel problema.
In tutto ciò c'è però una bella nota positiva...
Ogni tanto mi scordo che non sono solo, che sono circondato di persone che mi vogliono bene, che mi amano per quello che sono e che (e in questo li capisco ma non posso farci nulla) mi sopportano con amore.
Non posso certo sentirmi solo, e per questo oggi non ho potuto fare a meno di sorridere nel contemplare la bellezza infinita della pienezza, della luminosità, della chiarezza del bene che mi avvolge.
È bello provare certe sensazioni di benessere, è come rinascere per un secondo; e vorresti rinascere sempre, in eterno, ogni giorno...Finchè un giorno dai tutto per scontato...Finchè per un momento arrivi a dimenticare che esiste un bene così prezioso ed unico.
Così a volte capita semplicemente l'irreparabile e un pezzo di felicità cade nell'abisso delle tue dimenticanze...Quando ti accorgi di avere sbagliato è troppo tardi.
Così è per questo che si ama; per un secondo o anche meno di immensità che può essere distrutta in ancor meno tempo. i sentimenti sono le cose più impercettibili del mondo, se ne riesce a sentire solo una puntura di spillo sul cuore quando invece vorresti esserne trafitto...Trapassato da parte a parte e colpito in più e più punti.
Lo ammetto, in effetti non è il migliore dei paragoni, ma dovete ammettere che rende bene!
Per questo terrò sempre nel mio cuore le emozioni che ho provato, non le scorderò mai se mi capiterà di accorgermi di essermi dimenticato di te... di te o di te...E anche di te!
Non voglio dimenticare il bene che ho ora, me lo tengo stretto, e sarà motivo di gioia nei momenti di tristezza, nei momenti di separazione...Mi aiuterà a tenere aperte le porte del perdono...O della speranza d'essere perdonati.
Sorrido...Perchè ora capisco che vuol dire amare e sentirsi bene per averlo fatto e per continuare a farlo.

PEACE ANDE LOVE...

postato da Ciciorix | 22:12 | commenti

mercoledì, febbraio 16, 2005

Odi et amo. quare id faciam, fortasse requiris.
nescio, sed fieri sentio et excrucior.
Carme LXXXV, Catullo

Odio e amo. Forse mi chiederai come sia possibilie;
non so, ma è proprio così, e mi tormento.
Traduzione di S. Quasimodo

Vorrei trovare una lampada fatata, sfregarla, vedere apparire un genio che fosse in grado di esaudire tre desideri e formulare tre richieste di cui la prima, senza alcun indugio, sarebbe quella di cancellare il giorno 15 febbraio 2005 dalla storia del mondo. Qualcuno avrebbe detto che sono stato impulsivo, ma non sa quali sarebbero state le altre due richieste.
Sarà forse un caso se solo ora che sono le 0:31 di mercoledì 16 febbraio riesco a fare delle riflessioni più o meno sensate…
È veramente strano; più si vuole del bene ad una persona più si riesce a mostrare il peggio di se stessi…
È forse così potente l’irrazionalità dell’amore, sia questo sotto forma di amicizia, sia questo nella sua forma più vera? Non dovrebbe essere il contrario? Bene genera bene, non male…
O forse c’è dell’altro?
È probabile che in effetti le cose non sia così semplici, e che per spiegarle non basti una vita o una notte di illuminazioni vedendo Matrix Reloaded, per questo stasera non darò risposte, visto che non si tratta di trovare delle risposte; stasera si ragiona.
Non c’è una ragione per cui si fa del male a chi si ama: si agisce tentando di non farne, e credendo di rimediare a quel male che riusciamo a capire d’aver fatto, si credo di agire nel giusto, ci si illude di poter continuare a campare in beata allegria, si attende un bacio e un abbraccio, senza riceverne non capendo che non se ne danno mai abbastanza, si compiono grandissime cazzate come mai se n’è compiute senza trovare una ragione chiara per cui lo si è fatto, si fanno mille ragionamenti senza senso e senza razionalità…Potrei continuare? No che non potrei, perché arriverei ad un limite che è lo stesso limite dell’amore: la soggettività.
Ed è strano, perché è proprio la soggettività, che contiene i difetti e i pregi, la culla dell’amore; e non è esatto dire che i nostri difetti sono il male dell’amore, perché anche essi contribuiscono a farsi amare ed ad amare.
La cosa esilarante di tutto questo è che è sicuramente tutto sbagliato…
Non si possono fare meccaniche analisi razionali sull’amore, è per questo che le macchine hanno perso e Zion ha vinto.
L’amore va preso così com’è, nella sua bellezza, nella sua imperfezione intrinseca…Devi sorridere quando ricevi amore, devi ringraziare, perdonare, litigare, persino odiare, ma ama e sarai perdonato.
L’amore è un teorema non verificabile il cui unico assioma è: l’amore vince davvero ogni cosa.


postato da PRIAPO | 01:31 | commenti

martedì, febbraio 15, 2005

VAFFANCULO

MONDO!!!!
 

postato da PRIAPO | 20:52 | commenti (3)

Le cose sono molto più semplici di quel che sembrano...

postato da Ciciorix | 14:50 | commenti (2)

A pensarci bene è vero che sono impulsivo a volte...
Debbo controllarmi...!

postato da Ciciorix | 02:04 | commenti (2)

lunedì, febbraio 14, 2005

 Good saint valentine's day...La festa di ogni cretino...

postato da Ciciorix | 00:16 | commenti (2)

domenica, febbraio 13, 2005

 









Quanto so brutti l'americani...

postato da Ciciorix | 20:03 | commenti (2)

Che tesoro che sei
quando mi guardi
quando dici che mi chiami dopo
e non mi chiami mai
che tesoro che sei
quando fai tardi
dici scusa sono in mezzo al traffico
mi aspetterai
e se il nostro poi non fosse amore
giuro io non ti lascerei
anche se pensi che di te
non me ne importa niente
anche se non fossi un angelo
io non ti cambierei
perché sei bella bella bella
bella come sei
sei bella come ti vorrei
che tesoro che sei
quando ti svegli
quando esci dalla doccia e corri
e non ti asciughi mai
ti rivesti nel buio
e leghi i tuoi capelli
un biglietto per me sono pazza di te
non lo sai
e se il nostro poi non fosse amore
giuro io non ti lascerei
se pensassi che di me
non te ne importa niente
anche se non fossi un angelo
io non ti cambierei
perché sei bella bella bella
bella come sei
sei bella come ti vorrei
che tesoro che sei
quando mi guardi
quando pensi con gli stessi occhi
tu mi lascerai
che paura che hai
non mi sorprendi
perché stare con me
non e' bere un caffè tu lo sai
e se il nostro poi non fosse amore
giuro io non ti lascerei
se pensassi che di me
non te ne importa niente
anche se non fossi un angelo
io non ti cambierei
perché sei bella bella bella
bella come sei
sei bella come ti vorrei...

Antonello Venditti

postato da Ciciorix | 00:24 | commenti (1)

sabato, febbraio 12, 2005

Il Barone Roscio e il folle pensatore

 

No...Non sto parlando di Hans Von Richtofen e Adolf Hitler.
Oggi è stata una dura giornata; ho combinato un disastro nell'esonero di Matematica, oltre a non essere "esattamente" pronto sono stata veramente sfortunato e ciò ha comportato in me degli istinti omicidi verso chiunque ostentasse la vana gloria d'aver copiato imperterrito in piccionaia.
Oggi ero furioso, ma ci metto poco a smettere d'essere arrabbiato, mentre è la depressione, l'amarezza, ad essere a lungo termine.
Sono tutti difetti di chi pensa molto, di chi ama pensare e sognare, ma mentre sogna ecco lì che si pone stupidi limiti...
Un amore perduto, un amicizia trovata, un esteriorità insicura, un futuro da scrivere...
Un sognatore non è strettamente uno che vola alto; un sognatore cerca vedere il futuro, cerca di vedere le possibilità e di ponderarle...
Magari riesce anche ad attuarle, ma per quello a bisogno di un altro tipo d'uomo.
Esiste un tipo di persona che non pensa ai limiti, agli ostacoli o ad altri stupidi problemi.
Qualcuno la vedrebbe come superficialità, come scarso senso d'equilibrio...
Quelli così in effetti non hanno equilibrio...Non gli serve.
Quelli così volano da sempre, non sono partiti e non atterreranno mai, volano e continueranno a volare qualunque cosa succeda.
Io ho la grandissima fortuna di averne conosciuta una di queste persone e di averlasciato che diventasse il mio migliore amico; un amico che mi fa volare con se, persino quando gli ho quasi spezzato le ali; un amico che mi porta fino a Marino a pattinare sul ghiaccio anche quando sono troppo stanco per tutto.
Certe persone sono talmente importanti che se non ci fossero non ci saresti neanche tu, o Folle pensatore.



Ti voglio bene Marco.

postato da Ciciorix | 02:43 | commenti (2)

martedì, febbraio 08, 2005




Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si
presentò in cucina con un foglietto in mano. Con aria stranamente
ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si
asciugò le mani con il grembiule e lesse quanto vi era scritto:
Per aver strappato le erbacce dal vialetto: 1 Euro.
Per aver ordinato la mia cameretta: 1,50 Euro.
Per essere andato a comperare il latte: 0,50 Euro.
Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): 3 Euro.
Per aver preso due volte "ottimo" a scuola: 2 Euro.
Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: 1 Euro.
Totale: 9 Euro.

La mamma fissò il figlio negli occhi, teneramente. La sua mente si
affollò di ricordi. Prese una biro e, sul retro del foglietto,
scrisse:

Per averti portato in grembo per 9 mesi: 0 Euro.
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: 0 Euro.
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: 0 Euro.
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime: 0 Euro.
Per tutto quello che ti ho insegnato, giorno dopo giorno: 0 Euro.
Per tutte le colazioni, i pranzi, le merende, le cene e i panini che ti
ho
preparato: 0 Euro.
Per la vita che ti do ogni giorno: 0 Euro.

Quando ebbe terminato, sorridendo la mamma diede il foglietto al
figlio. Quando il bambino ebbe finito di leggere ciò che la mamma
aveva scritto, due lacrimoni fecero capolino nei suoi occhi. Girò il
foglio e sul suo conto scrisse: "Pagato". Poi saltò al collo della
madre e la sommerse di baci.

Quando nei rapporti personali e familiari si cominciano a fare i
conti, è tutto finito. L'amore, o è gratuito o non è amore...


...E vale pure per l'amicizia!

postato da PRIAPO | 20:02 | commenti (1)


 

C'è un istituzione a Roma che è nata ancora prima di Roma stessa, il Pontefice Massimo.
Il Pontefice Massimo era il massimo sacerdote della religone romana; era lui a stabilire le norme e le regole sacre, a decidere quando e come eseguire le cerimonie e come distribuire il calendario.
La sua persona era inviolabile poichè nelle sue mani si reggeva parte del destino dei Romani quando non si sapeva che decisioni prendere.
Il Pontefice Massimo è l'unica figura che è riuscita a sopravvivere alla storia del mondo conservando gran parte della sua funzione originaria.

Non credo di essere un buon cristiano...
In ogni caso pregherò perchè il mio Pontefice Massimo resista più a lungo che può.

postato da PRIAPO | 01:21 | commenti (4)

sabato, febbraio 05, 2005

Ieri sera, mentre cercavo di prendere sonno leggendo un libro di Tafuri, pensavo...
È un periodo in cui mi sento fortemente me stesso, mi sento sicuro, mi sento speciale.
Sento qualcosa nel mio cuore che mi rende felice.
Sento un fiume pieno d'acqua, un fiume che vuole scorrere libero, ma questo fiume è intrappolato, è costretto da una chiusa che a malapena riesce a tenerlo.
Vorrei condividerlo con qualcuna...
Vorrei innamorarmi...E lasciare libera quest'acqua e questa felicità.
Adesso m'è venuta sete!




postato da PRIAPO | 13:12 | commenti (7)

venerdì, febbraio 04, 2005

Ave Blogghers,
Come avrete notato ci sono stati notevoli turbolenze nella Domus Aerea.
Diciamo che la colpa di tutto ciò è solo ed esclusivamente mia, mi dispiace per tutto ciò che è accaduto, ma fortunatamente la provvidenza è accorsa in mio aiuto e tutto si è risolto per il meglio!
Non resta da fare altro che riaprire i battenti della reggia dell'imperatore filosofo!
Per farmi perdonare vi ho scritto niente popò di meno che un racconto di ben cinque pagine!
Buona lettura e ricordate sempre:

TAKE IT EASY!

PEACE END LOVE, LOVE, LOVE!




FABULA SICULA

Sembra strano trovarsi di fronte al filo rosso della tua vita un attimo prima che Atropo lo spezzi, immersi nel silenzio più assordante e tra le picche più acuminate, e nonostante tutto riuscire a non farsi trapassare le budella.
Edepol!

Non avete idea di cosa significhi esser un astato della prima linea quando davanti a te non ci sono altro che lance lunghe e robusti scudi tondi serrati come una catena di montagne!
È lì che capisci quanto sei stato cretino ad arruolarti, così lasci che la paura si appropri di te, lasci che il tuo gladio ti cada per terra, rimani abbastanza impietrito da non riuscire a muovere un muscolo, neanche un attimo prima che la tua testa venga recisa di netto dal resto del corpo…Oppure ascolti quello che il tuo fottuto centurione ha da dirti, lanci quel fottuto pilum, e capisci che tu vieni da un popolo che non sa perdere.

È stato così che siamo riusciti a prendere Zancle o Messina o come diamine si chiama; tra la polvere, la confusione e la voce tonante di quel grandissimo bastardo di Regulo, il mio centurione. Non avevo mai conosciuto un uomo più duro di lui, prendeva degli agnelli di sedici, diciassette anni e li trasformava in qualcosa di molto più terribile di un lupo, si diceva che chi osava contraddirlo (se mai ce ne sono stati di tipi così stupidi) veniva scelto per le missioni suicide.

“Sono entrato nell’esercito a diciassette anni per soldi, e ora che ho vent’anni e un bel gruzzolo nella sportula sono ben felice di rimanerci; Niente mi separerà da quell’aquila d’argento e da questa spada, marcerò con la legione finché non avremo preso ogni iugero di questa polverosa e invivibile isola!” dissi a Regulo mentre puliva il suo gladio dopo lo scontro.
”Bah, sei ancora un pulcino Tito e già ne sai abbastanza per decidere di ciò che rimane del tuo misero futuro? Non maneggi quel nobile pezzo di metallo come se fossi una massaia e pensi già di poterlo usare come un veterano? Abbiamo conquistato solo queste quattro case, il bello deve ancora venire…Ho sentito che il nostro console si culla nell’idea di farsi chiamare Valerio Messala! Tsk, il conquistatore di Messina! Il merito è tutto del suo collega Appio Claudio, è lui che ha capito quando far entrare in scena i Triari…”

Si alzò davanti a me in tutta la sua imponenza, era veramente un toro; alto, muscoloso, testardo come nessuno al mondo e severo come il sole estivo.
”Regulo, credi che ne avremo ancora per molto con questi Punici?”

Fissò i miei occhi serio.
”Pulcino, sai qual è la differenza tra noi e quei pidocchiosi immigrati orientali? Noi non mandiamo dei Numidi, degli Iberi, dei Libici, dei Mauritani, degli Ebrei, dei Greci o dei mercenari di qualunque altra nazione a combattere per noi. Noi mandiamo i nostri figli, i nostri fratelli, i nostri padri a spezzare loro le ossa. Noi non combattiamo per soldi, noi combattiamo per rendere grande Roma, noi combattiamo per la gloria e per la nostra vita. Noi non cederemo mai, loro si! E ora fila in città a riposarti, trovati una donna e festeggia la tua prima città conquistata ha ha ha!”
”Va bene brutto bastardo, farò come dici!”

Feci un saluto militarmente adeguato e mi diressi verso l’accampamento per depositarvi i ferri del mestiere; il sole stava calando ed ero stanchissimo ma non avevo sonno, perciò cercai di raggiungere i bagni pubblici della città, dove avrei recuperato le forze per i festeggiamenti.
L’aria non puzzava più di sangue, una provvidenziale tramontana aveva spazzato ogni fetore e mi aveva gelato le ossa…Ci voleva un bagno caldo!
Passando per Messina non potei fare a meno di notare i visi della gente; non trasmettevano alcun sentimento per noi, i nuovi dominatori…E dubito che amassero i nostri predecessori.
Il guaio di essere un romano a Messina, dopo averne tinto di rosso punico le mura, è che nessuno dei suoi abitanti ti ringrazierà mai di averlo fatto, ma quelli che fanno il mio mestiere non si lasciano prendere da questo tipo di sentimentalismi. Varcai le porte delle piccole ma affollatissime terme messinesi, l’acqua era rossa e lì l’odore della morte era ancora presente tra i miei compagni. Tuttavia c’era allegria e i ragazzi facevano dell’ottimo spirito sul coraggio dei Punici e dei loro mercenari. Io sorridevo in disparte, mi scelsi un angolino e cominciai a spogliarmi della cotta di maglia, ma sentii qualcosa che mi fece fermare; ormai ero abituato a riconoscere un suono diverso ma mille suoni uguali, un gridolino tra mille risa…

Tesi le orecchie verso una porta socchiusa da cui sembravano provenire quel vociare poco chiaro in cerca di un ulteriore conferma.

“Fermati! Non ti avvicinare!”.

E no, qualcosa non andava, e in quanto responsabile dell’ordine in territorio protetto dalle legioni di Roma, la cosa migliore da fare era intervenire, perciò mi diressi velocemente verso quella porta e la spalancai.

“Che succede qui?”
La scena che avevo davanti era piuttosto strana: da un lato, in piedi sopra un tavolo, c’era una ragazza molto carina con indosso una clamide lievemente strappata, brandiva una pentola d’alluminio come se fosse una spada puntandola contro due cenciosi sbandati della peggior specie, e il bello era che le teste dei due erano piene zeppe di rigonfiamenti!

“E tu che vuoi?”
”Già cosa vuoi? Questa puttanella è al nostro servizio verme romano!”

E giù con un’altra bella padellata sui denti, mai esagerare con i complimenti…

“AAAH! Piccola serpe! Ti strapperò le braccia per questo!”

Era evidente che i due giovinastri avevano dato un generoso tributo a Bacco, perciò cercai di prenderli con le buone…anche perché il mio gladio era sulla mia branda nell’accampamento.

“Avanti ragazzi, io non voglio prendervi nulla, è tutta vostra, ma sono sicuro che da queste parti ce ne siano fanciulle migliori e ben meno violente, non credete?”

“Va via idiota, o ti caverò gli occhi…”

Il più grosso dei due estrasse un bel pugnale lungo quasi quanto il mio braccio, e io ero totalmente disarmato ma non indifeso.

“Va bene, l’avete voluto voi luridi verpae…”

Dissi, come il migliore dei fanfaroni…Mi chiusi la porta alle spalle e mi voltai verso il mio avversario. Lo fissai negli occhi, strinsi i pugni e li alzai in posizione di guardia; cominciai a girargli lentamente attorno lateralmente mentre lui, cercando di trovarsi sempre faccia a faccia con me, roteava su se stesso. Nel frattempo l’altro gentiluomo tentava ancora di approfittarsi della piccola messinese, che poi tanto piccola non era visto che continuava a dargliele sode a suon di padellate.

“Maledetto porco non ti avvicinare!”

“Ma io voglio solo farti diventare grande hu hu hu!”

E giù un'altra padellata.

Io intanto continuavo a farlo roteare sempre più velocemente tanto che quando mi fermai lui roteava ancora, così appena fui sicuro scaricai un diritto destro sul suo grugno con tutta la forza che avevo; quello barcollò un po’, abbastanza per farmi trovare il momento giusto per il mio inarrestabile gancio sinistro, ma mentre caricavo quel maledetto beone riuscì a colpirmi di striscio la spalla destra…Ma senza evitare il mio colpo naturalmente!

Così mentre lui veniva letteralmente scaraventato all’indietro e sveniva, lasciando cadere il suo coltellino, io cacciai un urlo tremendo toccandomi il taglio profondo che quello sbandato era riuscito ad infliggermi.

“IAAAAAARGH! MENTULE DELLA PEGGIOR SPECIE! CHE POSSIATE MARCIRE AL TARTARO!”

Se c’è una cosa che odio è essere ferito da chi non ritengo sia alla mia altezza.

Riuscì a raccogliere l’attenzione dell’altro giovanotto che mi guardò spaventato, e in effetti dovevo far paura.

Lentamente raccolsi il pugnale e lo puntai verso di lui…

“Comincia a dire le tue preghiere, poiché ora lascerai questa terra implorando di non essere mai nato…”

Purtroppo, mentre recitavo la scena del duro giustiziere, quello si scaraventò contro la porta sfondandola e lanciando gridolini femminili…Dubito di rivederlo mai più.

“HU HA HU HA HU HA! Frequenti proprio delle belle compagnie!”

“Non me li sono certo cercati io! Vieni, ti rimetterò a posto quel taglietto…”

“Taglietto?? Tu lo chiami taglietto???”

“Ho visto di peggio…Su vieni.”

Io e la ragazza, che doveva avere suppergiù diciassette anni e mezzo, uscimmo dalle terme mentre ormai era notte inoltrata; le strade erano illuminate da maleodoranti ma necessarie lampade ad olio, e le strade brulicavano di compagni legionari. Mi portò nella sua casa e mi fece accomodare nella sala della toeletta, prese un cassetta di fili e aghi che sciacquò con acqua calda.

Mi pulì la ferita con uno strano unguento verde e cominciò a ricucirmi; non era certo la prima volta che mi ferivo e che venivo ricucito, ma faceva male!

“Mmmh…Acc!”

“Su, non fare storie…”

“Sembri esperta, chi sei tu?”

“Sono la figlia di Gerone, il capo dei mercenari Mamertini.”

“Ah, è stato tuo padre a chiamarci qui. Come ti chiami?”

“Nausica”

“Bel nome, io sono Tito Pernatia.”

“Nome normale…”

“Cavoli, ti ho appena salvato da due cunni della peggior risma e tu fai anche l’acida?”

“Me la sarei cavata anche da sola…E comunque grazie.”

Mi sorrise e io gli sorrisi. Appena ebbe finito di medicarmi chiamò a se due schiave e mi fece preparare un sospiratissimo bagno caldo!

Finite le abluzioni sentì addosso di avere molto sonno, mi stiracchiai e mi rimisi addosso la tunica e cotta di maglia, facendo attenzione a non toccare la ferita che mi faceva ancora male.

La casa dove ero stato ospitato sembrava molto grande e vuota; volevo parlare con Nautica, ringraziarla di tutto ma non riuscivo a trovarla da nessuno parte, fu lei a trovarmi sbucandomi da dietro le spalle…

“Ti sei rimesso Tito?”

Mi voltai e notai che si era cambiata, ora indossava una bellissima clamide rosa con cuciture bianche.

“Si, ora sto bene, ti volevo ringraziare di tutto quello che hai fatto per me e…”

“No, sono io a doverti ringraziare e a doverti chiedere scusa, se non fosse stato per te chissà cosa mi avrebbero fatto quei…Quei mostri…”

Stava per piangere, l’abbracciai per istinto.

“Avanti, su…Tutto è passato, e poi se sai maneggiare una spada come maneggiavi quella pentola puoi ben sentirti al sicuro.”

Era bastato a rassicurarla, lasciai la presa.

“Già forse hai ragione…”

Beh…Ora ti devo salutare, ho sonno e gira voce che il console Valerio vuole portarci a fare “visita” ai Siracusani.”

“Capisco…Vita dura quella del soldato eh?”

“Abbastanza…Ma almeno sono stato libero di scegliere la mia via.”

“Giusto…Arrivederci Tito, torna pure a trovarmi se ti fa piacere.”

“Vale Nausica, cercherò di farlo giacché è un mio desiderio.”

Era ormai notte fonda, fortunatamente però le strade non erano ancora deserte e c’era abbastanza luce per raggiungere l’accampamento.

Crollai sulla mia brandina sotto i canti di Morfeo e col sorriso sulle labbra.

L’indomani fui svegliati da martellate, legni che sbattevano e frenetiche lame dentate.

La legione si stava muovendo e entro due giorni avremmo smontato le tende alla volta di Siracusa.

Mentre intorno a me la storia andava evolvendosi verso una gloria che noi Romani non avremmo mai immaginato, io pensavo ad altro…O meglio ad un’altra.

Non potevo negare a me stesso che quella ragazza mi attraeva molto, e non tanto per la sua bellezza quanto più per le sue altre qualità che avrei potuto trovare solo in uno dei miei compagni d’arme; coraggio e intelligenza, e di suo metteva gentilezza ed eleganza.

In fondo un giovanotto come me avrebbe potuto anche fare il mercenario tra i Mamertini…Diventare luogotenente di Gerone…Chiedere la mano di sua figlia…Chissà, avremmo potuto anche andare a vivere a Roma…

Perché no?

In mattinata sbrigai le mie faccende seguendo gli ordini di Regulo, quando poi cominciarono le ore pomeridiane gli chiesi se poteva darmi la libera uscita per un salto in città.

“Che devi fare in città?”

“Ho…Ho delle faccende da sbrigare.”

“Che devi fare?”

Non gli si poteva mentire.

“E va bene…C’è una ragazza che mi piace.”

“Ah.”

“Per favore Regulo, ti chiedo solo due ore!”

“Tito, stiamo per partire, non la rivedrai mai più.”

“Potrei anche decidere di lasciare la Legione!”

“Mmmmh…Dimmi, è davvero così speciale?”

“Potrebbe metterti al tappeto.”

“Non prendermi per le chiappe pulcino…Ti do un ora, e poi ti voglio qui! Domani si parte.”

“Oh grazie Regulo, sei il più sensibile dei centurioni!”

Scappai appena in tempo, prima che “il duro” mi lanciasse contro l’elmo piumato imprecando come un dissennato.

Lungo la strada trovai delle margherite e dei denti di leone; non sono mai stato un grande seduttore, ma mi sembrava carino portarle dei fiori, perciò ne raccolsi un mazzetto.

Appena fui davanti alle porte della sua abitazione mi avvicinai per chiedere al portiere se era in casa, ma anche stavolta mi sorprese alle spalle.

“Oh, non immaginavo che riuscissi a vederti già oggi!”

Aveva indossato una clamide azzurrina oggi, ed era accompagnata da una delle schiave di ieri.

Feci appena in tempo a nascondere i fiori che le avevo portato…

“Ehm…Beh, diciamo che sentivo la tua mancanza. Ti va una passeggiata?”

“Va bene…Ilio, avverti mia madre che ho incontrato un amica e che tarderò un poco.”

Congedata l’ancella si appoggiò al mio braccio, e io ne approfittai per darle i fiori.

“…E questi sono per te.”

“Oh ma sono bellissimi! Sei pieno di sorprese legionario, e a me piacciono le sorprese!”

Ci lasciammo andare ad una lenta camminata verso il porto.
Parlammo di noi, delle nostre rispettive vite, dei nostri sogni e della guerra che dovevo combattere.

Giungemmo davanti alla flotta di triremi che mi aveva portato su quest’isola; l’atmosfera era piena d’eccitazione, i portuali lavoravano freneticamente, così decidemmo di appartarci su un molo solitario senza nessuna nave ormeggiata.

“Sai...Il mio centurione mi ha confermato le voci di ieri sera, domani parto.”

“Mi dispiace Tito, sei una persona generosa e dolce…Sei speciale. Pregherò perché tu non raggiunga i campi Elisi.”

Ci abbracciammo, poi io le presi una mano tra le mie.

“…Vedi, io sento…Io sento qualcosa per te…Insomma…Credo che potrei lasciare la Legione, lasciare l’esercito se tu…Se tu accetterai che io possa diventare il tuo Odisseo…Si è vero che ci conosciamo poco però…Però sei diventata importante, e non solo per quello che hai fatto per me ieri sera, ma perché ti sento vicina, nel mio cuore.”

Con delicatezza sfilò la sua mano dalle mie, e io la lasciai fare, come si dovrebbe fare con le farfalle dopo che le si è prese. Con quella stessa mano mi accarezzo il viso e mi diede un bacio sulla guancia.

“Piccolo grande uomo, sei una persona speciale per me, e anche tu sei diventato importante nel mio cuore, al di là di avermi salvato la vita.

Non posso essere ciò che vuoi che sia, tu sei un Romano, e per questo senza Roma non potrai mai stare, neanche se abbandonassi la tua legione.

Il tuo cammino non si ferma a Messina, ma va ben oltre, sono sicura che troverai qualcuna senz’altro migliore di me.”

“Mh…Io…”

“Tito, io voglio che rimaniamo amici. Amici veri, ma nulla di più.”

“Mmmh…Io…Insomma…D’accordo.”

Mi accarezzò ancora e quella carezza ricucì anche la ferita che avevo nel cuore.

La riaccompagnai a casa e le sorrisi ricevendo un altro bacio sulla guancia e un abbraccio, poi m’incamminai di gran lena verso ciò che restava dell’accampamento.

Ero felice.

Nel terzo giorno della sua terza permanenza a Messina, la I legione Primigenia e le altre forze romane partirono per chiedere ai Siracusani se volevano ancora stare dalla parte dei Punici.

Avevo un aria malinconica ma sorridevo, mentre marciavo serrato nella formazione della mia centuria, ed ero assorto nei miei pensieri.

Ad un tratto, a lato della strada, comparve una figura femminile a me familiare; no mi potevo fermare, altrimenti avrei spezzato il ritmo della marcia, e lei lo capì visto che comincio a seguirmi passo passo.

“Che cosa ci fai qui dolce Nautica? Non è meglio starsene a casa?”

“Non quando un grande amico se ne va. Tieni, questa è per te!”

Mi mise sull’elmo una coroncina di fiori, gli stessi che le avevo colto.
”He he he, grazie di tutto. Addio!”

“Addio!”

Lei si fermò continuando a salutarmi con la mano destra, io riuscì a farle un cenno con la coda dell’occhio…Poco prima che Regulo di desse una bastonata in testa…

“Pulcino! Vedo che l’ora che ti ho dato ti è ben servita! Ora…MARCIARE!”

Nel frattempo tutti i miei compagni ridacchiavano e intonavano canzoni marziali.

Il sole era alto e luminoso, l’aria fresca e profumata di cardi.

Io sorridevo.

Mi scuso per alcune evidenti sviste storiche.
A chi fosse interessato al periodo in questione consiglio caldamente di marcare visita qui.



postato da PRIAPO | 18:22 | commenti (1)

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